Il rovo di bosco: Crema tiepida di miglio, agave e gelatina di rose con bastoncini croccanti ai mirtilli rossi tiepido tiffany

Il rovo di bosco

lunedì 28 luglio 2014

Crema tiepida di miglio, agave e gelatina di rose con bastoncini croccanti ai mirtilli rossi

La luce pacifica del tramonto illuminò morbidamente il giardino del vecchio edificio in mattoni, mentre l’aria si vestì di una tenera aura dorata. Luminosi toni aranciati adornavano i profili delle foglie, delle alte cime dei tigli; qualche ape ronzava sognante tra i rami nodosi di un saggio glicine, mentre fitti cespugli di rose mostravano la loro abbondanza attraverso innumerevoli boccioli, contornati delicatamente da linee lucenti dipinte dal sole. Era uno spettacolo troppo bello per essere ignorato: fu così che Marica, lasciando per un attimo la sorellina Chiara a rincorrere alcune farfalle dalle ali turchesi, si fermò per un istante ad ammirarlo. Rapita dal luccichio dei cristalli di rugiada tra le spine, osservò gli intricati disegni che i petali creavano al centro dei fiori; pensò a quanto somigliassero a soffici nuvole, impreziosite da gocce che parevano quasi minuti diamanti. La piccola accostò così il visino ad un bocciolo, chiudendo gli occhi e respirando profondamente la sua delicata fragranza; si abbandonò a quella sensazione meravigliosa, percependo un senso di quiete e di pace: il cinguettio degli uccellini, la brezza tiepida che le sfiorava il viso e quella sorta di silenzio che aleggiava tra gli alberi erano proprio un soffio di paradiso. Persino il rumore cadenzato e sottile delle cesoie di Guglielmo, l’anziano giardiniere, le pareva piacevole e rassicurante: spesso lo osservava mentre lavorava meticolosamente, ogni volta che accomodava le rose o potava qualche siepe. Non sempre Guglielmo sembrava accorgersene, intento com’era ad occuparsi di foglie e fiori: eppure Marica pensò che forse, il più delle volte, non lo desse semplicemente a vedere, pur riconoscendo la presenza di qualcuno che lo stava osservando. Sentendosi improvvisamente sola, la bimba si voltò a cercare con lo sguardo la sorellina Chiara: dopo che la vide ai piedi della grande quercia del giardino, agitò il braccino per chiamarla; Chiara si alzò e raggiunse immediatamente sua sorella nel roseto: iniziarono così ad osservare insieme i gesti lenti e meticolosi dell’anziano Guglielmo, occupato come ogni pomeriggio a spruzzare dell’antiparassitario sul cespuglio di candidi boccioli. Fu quindi inevitabile che, qualche istante dopo, l’uomo sentì addosso i soliti quattro, vispi occhietti, intenti a spiarlo: ma quel pomeriggio decise di interagire e si voltò verso di loro, sorridendo ad entrambe pacatamente. Marica e Chiara ricambiarono con timidezza, abbassando per un istante lo sguardo, nella tenera vergogna di essere state scoperte. < Sono belle queste rose, non trovate? > disse ad alta voce Guglielmo, accarezzando delicatamente quella che teneva tra i rigidi guanti da giardino, mentre le bimbe annuivano con lentezza. < Sapete, sono creature davvero speciali. E hanno un prezioso segreto > continuò. < Davvero? > chiesero curiose le bambine, superando ogni introversione < E quale, possiamo saperlo anche noi? > Guglielmo finse di pensarci un poco, sospirando dubbioso. Aggrottò le sopracciglia e arricciò le labbra sotto i folti baffi bianchi, con aria seriosa: ma quando vide Marica e Chiara deglutire col fiato sospeso, l’anziano giardiniere si lasciò andare ad una sonora risata. < Ma certamente, perché no? > ridacchiò l’uomo, facendo loro cenno di avvicinarsi. Le piccole si affrettarono a sedersi accanto a lui nell’erba e tesero attentamente le orecchie per ascoltarlo. < Dovete sapere che le rose nacquero dal sogno di un bellissimo angelo, che un giorno decise di farlo divenire realtà: si impegnò quindi a forgiarle, perché fossero impalpabili e fragili come i desideri, adoperando veli di nuvole al tramonto e fili lucenti di ragnatele bagnate di rugiada. Adornò con esse i giardini della terra, pensando di fare cosa gradita ai figli del Signore; immaginò che gli uomini potessero essere grati di tanta grazia e bellezza, eppure presto si rese conto di aver commesso un errore. Come ogni essenza pura e gracile, furono purtroppo soggette alla cattiveria e alla crudeltà spesso tipiche di questo mondo: furono offese e maltrattate per egoismo personale; furono maneggiate con superficialità, strappate e tagliate, finendo per appassire lontane dai loro giardini. Fu così che le rose iniziarono a soffrire, profondamente e intensamente, fino a far vincere il sentimento primitivo e graffiante del dolore: quella sensazione che, dopo tanto patire, riesce a rendere spietati anche gli individui più benevoli. Esse seguirono meramente l’istinto e si difesero, coprendosi di spine affilate e appuntite come spade: risposero al male, provocando altro male in chiunque avesse tentato di toccarle ancora. L’angelo che diede loro vita si accorse allora che quelle non erano più le creature innocenti e leggere che aveva plasmato: si domandò come avrebbe potuto convincerle ad essere meno spietate, a tornare ad essere incantevoli come sogni, oltre che un sollievo per gli occhi e per l’anima. Pensò e ripensò a lungo, ci lavorò intensamente, cercando di levigare ogni spina e di renderle nuovamente aggraziate. Ma fu tutto inutile: le rose appassivano e ferivano chiunque tentasse di accostarsi a loro. Eppure fu proprio quando decise di abbandonare il suo capolavoro, affranto e abbattuto, che infine capì: nel suo progetto, visto e rivisto più volte, aveva tralasciato qualcosa di fondamentale. Solo quando per intercessione del Signore le dotò finalmente di un cuore, quando qualcosa palpitò calda nel centro dei loro petali, il suo sogno si concretizzò come da sempre lo aveva immaginato, trasformandosi nell’opera più bella mai vista. Solamente allora queste creature iniziarono a profumare, regalando al mondo un miracolo celeste che inebriò l’aria. Le rose, prima senza una vera e propria anima, capirono così tra un battito e l’altro che amare era l’unica vera difesa che avrebbero potuto adottare contro un’umanità così crudele e opportunista; decisero di imparare dal dolore, che spesso invecchia e abbruttisce, mantenendo le spine ma donando al contempo bellezza, gioia e carezze odorose. Decisero d’essere esempi, decisero di mostrare cosa fossero le virtù del perdono e del coraggio: non importa quanto male avrebbero potuto ancora ricevere, le loro spine sarebbero comunque restate monito ed arma; ebbero il coraggio di sfidare perennemente il gelo e la morte della terra, rifiorendo con testardaggine con l’ennesima bella stagione. Perché per vivere ci vuole proprio questo: testardaggine, coraggio e capacità di perdonare. Soprattutto, è necessario avere un cuore: lo stesso che questi fiori invitano insistentemente ad usare, troppo spesso dimenticato, per far sì che anche l’essere umano possa elevare la sua essenza emanando il profumo dell’anima >. Marica e Chiara, finora perse nella voce rassicurante del vecchio Guglielmo, si guardarono emozionate e stupite. Poi osservarono ancora le rose che avevano attorno, con lo stesso sguardo luminoso di chi legge una bella poesia: potevano percepirne il delizioso e fresco profumo, emanato direttamente dai battiti di preziosi e palpitanti cuori fioriti. < Ora che conoscete il segreto di queste creature > continuò il saggio giardiniere < fatene un buon uso>. Poi, prima di raccogliere le cesoie e di rimettersi nuovamente al lavoro, guardò negli occhi le bambine con amore e terminò: < Non dimenticate mai cosa significa avere un cuore, né soprattutto cosa significa usarlo; rimembrate in ogni istante di ascoltare ogni suo battito e di distinguervi nel dargli ascolto quotidianamente. Siate sempre come le rose: solo così, di fronte alle mille avversità della vita o ad un’esistenza spesso dura e faticosa, renderete comunque il giardino della terra il luogo più profumato e prezioso al mondo >.


Crema tiepida di miglio, agave e gelatina di rose con bastoncini croccanti ai mirtilli rossi
Per la crema tiepida (senza glutine, senza lattosio, vegan)
500 ml latte di miglio ( IsolaBio ) 50 ml di sciroppo d’agave 1 cucchiaino di vaniglia naturale in polvere ( Rapunzel ) 3 cucchiai di gelatina di petali di rose ( Favols ) 25 gr di amido di mais

Per i bastoncini croccanti ai mirtilli rossi (senza lattosio, vegan)
2/3 fogli di pasta fillo* Zucchero di canna integrale (o normale se preferite) q.b. Burro di soia ( Provamel ) o in alternativa margarina 100% vegetale senza grassi idrogenati, q.b. Mirtilli rossi essiccati q.b.
* questi bastoncini croccanti non sono indicati per celiaci poiché la pasta fillo contiene, in questo caso, farina di frumento.
Preparare la crema mettendo in una casseruola il latte di miglio, lo sciroppo d’agave e la vaniglia. Portare quasi a bollore e aggiungere la gelatina di petali di rosa, mescolando finché non si sarà sciolta. Spegnere il fuoco e lasciare intiepidire. Versare il composto in una ciotola in cui avrete messo l’amido di mais, girando con una forchetta affinché non si creino grumi. Trasferire nuovamente il tutto sul fuoco, mescolando fino ad addensamento. Porre la crema a raffreddare in una ciotola, ben coperta a contatto con della pellicola alimentare. Una volta tiepida, porre in coppette e lasciare riposare fino a che non raggiungerà la temperatura ambiente**. Dedicarsi quindi alla preparazione dei bastoncini in pasta fillo: tagliare i fogli in tanti rettangolini, cospargerli lievemente con un velo di burro di soia (o margarina vegetale) e di zucchero. Posizionare su ciascun rettangolo qualche mirtillo rosso, arrotolarli dal lato lungo e torcerli con delicatezza. Porre in forno caldo a 190°C per ca. 10/15 minuti, fino a doratura. Servire le coppette di crema tiepida con i bastoncini croccanti.
** nulla vi vieta di gustarla anche fredda, se preferite. Ma abbiate pietà, qui è da un mese che piove e pare novembre, con gocce d’acqua che sembrano padelle. L’estate finora non l’ho mica vista.. e beviamo ancora cioccolata calda...
Siate sempre come le rose. Possiate ricordare quanto amare sia l’unica grande risorsa contro l’aridità e il male; possiate percepire sempre ogni battito del cuore, ascoltarlo e assecondarlo ogni giorno, a tal punto da inebriare permanentemente il mondo con lo splendido, indistinguibile profumo della vostra anima.
…e un pensiero speciale va chiaramente alle due splendide bimbe di questo racconto che, con la loro adorabile mamma, non mancano mai di sognare e fantasticare con me e con le mie storie!
Anche se purtroppo è spesso ormai difficile trovare del tempo per rifugiarmi nel mio amato bosco, non manco di passarci appena posso: i giorni, le settimane o i mesi passati sembrano così essere stati meno lunghi e mi pare di avervi lasciato solamente ieri. Vi abbraccio tutte/i con affetto e, come sempre, a presto. Lo spero davvero.

Pubblicato da Ely a 23:06 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest 183 commenti:
  1. sabina 29 luglio 2014 04:30

    ma ciaooooo bentornata.....che meraviglia la tua crema, sono le 4 del mattino, sono senza occhiali e non vedo nulla quindi leggerò domani il tuo post
    un bacione
    sabina

    Rispondi Elimina
  2. Sandra dolce forno 29 luglio 2014 06:57

    E' una gioia rileggerti, come sempre..carissima Ely!!!
    Il tuo tenero racconto, la tua ricetta delicata, il tuo scrivere, che bello!!!
    Il tempo è inclemente ovunque, non ti dico qui al mare..sorvoliamo, va!
    Un abbraccio cara, fortissimo, e a presto. Lo spero tanto ♥

    Rispondi Elimina
  3. ❀~ Simo ♥~ 29 luglio 2014 08:28

    Un ritorno silenzioso, delicato ma in grande stile....un abbraccio

    Rispondi Elimina
  4. Erica Di Paolo 29 luglio 2014 09:04

    Stamani ho aperto la mia pagina, come tutte le mattine. E mi sono detta "sento che Elisa ha scritto". Eccomi, tu hai scritto e io "ti leggo". Leggo come le lunghe salite siano di grande insegnamento, di come le fatiche si trasformino in forza e di quanto la sensibilità accompagni ogni tuo passo.
    Trovo che la rosa sia l'emblema della vita e tu non solo ce l'hai raccontato con delicatezza e poesia, ma ce l'hai anche fatto assaggiare con questa crema delicata e magica. Come te.
    In questo silenzioso e costante pensiero, spero sempre che la tua lotta ti porti ad una vetta di pace e serenità. Ma in questa lotta ci sono anche io, e sono felice di sapere che.... è come se non ti lasciassi sola. Con questo amore elogiato nelle tue parole, pieno di rispetto e forza, ti abbraccio e ti auguro quella serenità che il tuo bosco riesce a trasmetterti.
    Ti voglio bene dolce creatura.

    Rispondi Elimina
  5. Ely Mazzini 29 luglio 2014 09:17

    Dolce Ely, sei il mio raggio di sole in questa oserei dire "novembrina" giornata di fine luglio. Riesci sempre con le tue delicate parole e le tue deliziose ricette, a regalarmi un pizzico di felicità, sei come una boccata d'aria pura <3
    Un mix di profumi, consistenze e sapori davvero speciale nella tua proposta di oggi!!!
    Un affettuosissimo abbraccio, spero a presto...

    Rispondi Elimina
  6. Claudia 29 luglio 2014 09:31

    Ciaooooooooo era così tanto tempo che non aggiornavi più.. spero tutto bene!Mi mancavano questi tuoi racconti ricchi di poesia ed emozioni! Bellissima la storia della rosa.. noi tutti dovremmo essere come loro.. belle.. fragili.. con un cuore grande.. ma con delle spine che possano difenderci e renderci poco più forti di fronte agli imprevisti della vita... Ti abbraccio..

    Rispondi Elimina
  7. Michela Sassi 29 luglio 2014 10:52

    Ely, che bello leggere le tue parole, la tua dolcezza e la tua ricchezza interiore, mi danno serenità!
    Un abbraccio enorme, spero tu stia meglio... io affondo il cucchiaino nella tua prelibatezza!
    Un pensiero.

    Rispondi Elimina
  8. Emanuela Leveratto 29 luglio 2014 11:36

    Ciao!!!! che bello risentirti!!! vorrei avere la tua forza invece mi manca spesso e spesso vorrei non averlo un cuore per non soffrire spero di risentirti presto!!!

    Rispondi Elimina
  9. Peanut 29 luglio 2014 11:47

    Ely :) mi torni in mente spesso. Pur non essendo presente come una volta, sta' sicura che sei sempre nel cuore di molte persone, che riescono ad avere un pensiero per te anche se non ti vediamo direttamente.
    Il racconto di oggi sembra un po' la storia della mia vita, di come inizialmente fossi come le rose, anche se le spine, più che verso gli altri, erano rivolte soprattutto a me. Imparando il perdono, la tolleranza, la comprensione credo di essermi fatta uno dei più grandi regali: per quanto la vita non sia generosa con te ci sono sempre due modi per affrontare le cose, e scegliere quello che ti trascina più giù, anche se spesso più immediato, non ti fa crescere e non ti permette di essere sereno anche in mezzo alle difficoltà, perchè si può.
    Un forte abbraccio dolce Ely, delicata come un petalo ma forte come una spina <3
    Spero di ritrovarti presto :*

    Rispondi Elimina
  10. Giulia 29 luglio 2014 14:31

    E' sempre un piacere rileggerti. E poi torni con una ricetta molto particolare: quei bastoncini croccanti, in particolare, li voglio provare prestissimo.
    Un abbraccio
    Giulia

    Rispondi Elimina
  11. Fr@ 29 luglio 2014 14:41

    Che piacere rileggerti, bella la storia della rosa.
    Mi stuzzicano molto quei bastoncini. Foto stupende ed evocative come sempre. A presto!

    Rispondi Elimina
  12. Greta 29 luglio 2014 14:57

    Cara Ely,
    come sempre le tue storie conquistano il cuore della gente.
    Le sento tutte, quelle maledette spine. Attendo e cerco di arrivare alla tappa successiva, quella più bella, ma ho ancora un po' di strada da fare.
    Mi auguro che con il tempo tu e Isi riusciate a liberarvi di qualche affanno e troviate un po' di pace...vi voglio bene!

    PS. I bastoncini croccanti sembrano proprio appetitosi ;)

    Rispondi Elimina
  13. giochidizucchero 29 luglio 2014 15:28

    carissima!!! Avrei voglia di scriverti mille e più cose... Io ti aspetto sempre, lo sai. Il 23 agosto dovrei essere a Valtournenche... Sentiamoci!
    Intanto ti leggo con piacere, ma anche con tristezza, sapendo come stai.
    Ti abbraccio, con il cuore. Erika

    Rispondi Elimina
  14. Sognando Dolcezze 29 luglio 2014 15:41

    Come sempre un piacere passare a trovarti e leggere le tue storie. Crema e bastoncini da fare le tue ricette oramai per me sono una garanzia. Con affetto un abbraccio

    Rispondi Elimina
  15. Dolci a gogo 29 luglio 2014 15:42

    Tesoro ma quanto mi sei mancata!!! Che bello leggerti amica mia ma non fare più scherzi, non puoi mancare tutto questo tempo...quando ci sei tu con le tue parole che le tue storie con in senso sopratutto delle tue parole colpisci dritto il nostro cuore!!
    La nostra vita é piena di spine però la bellezza delle rose che rappresentano la nostra vita vale sempre la pena di essere vissuta vero cara??!!!! Spero davvero tesoro di leggerti più spesso perché rendi ogni volta la mia giornata speciale!!!! Tvbbbbbbbbbbbb tanto tanto amica mia

    Rispondi Elimina
  16. consuelo tognetti 29 luglio 2014 18:02

    I tuoi racconti sono sempre così trascinanti e profondi che ogni volta resto incantata dinanzi a tanta meraviglia! Bellissima similitudine quella che hai creato con le rose..hai un modo di vedere il mondo che mi è sempre piaciuto..nonostante le avversità della vita sai sempre vedere il buono ed il bello che ti circondo..ti ammiro e vorrei tanto esserne capace anch'io! In questo periodo mi farebbe proprio bene.
    Grazie anche della tua ricetta e dopo tanto pensare, alleggerisce la mente e allieta il palato!
    A presto tesoro, mi 6 mancata tanto <3<3<3<3

    Rispondi Elimina
  17. Rebecka 29 luglio 2014 18:04

    E ogni volta che ritorni il tempo si annulla. Sei meravigliosa! <3

    Rispondi Elimina
  18. Laura Carraro 29 luglio 2014 18:30

    Carissima Ely, che piacere rileggerti, ti ho tanto pensata.......spero tutto bene e che tu possa ritornare più frequentemente nel tuo amato bosco per la nostra gioia ma soprattutto per la tua serenità!!!
    Bellissimo racconto, bellissime parole e grandissimo insegnamento, sempre unica e bravissima anche in cucina le tue particolari e sfiziose proposte!!!
    Estate particolare che ci mette tutti alla prova, ma come tu ci insegni, ce la faremo anche questa volta!!!
    Pietro è instancabile, corre, corre e non sta mai fermo.....è molto impegnativo, ma poi ti butta le braccia al collo ed è felicità pura!!!
    Un forte abbraccio, a presto

    Rispondi Elimina
  19. Angie Schneider 29 luglio 2014 19:31

    That looks like a perfect dessert!

    Rispondi Elimina
  20. Ale 29 luglio 2014 19:42

    Tesorinaaaa Bentornata come stai? Favoloso racconto e strepitosa ricetta.mi sei mancata tanto sappilo <3

    Rispondi Elimina
  21. Clara pasticcia 29 luglio 2014 20:37

    Ti pensavo ti pensavo ti pensavo e ancora ti pensavo e dopo quasi un mese priva del mio pc, lo riaccendo adesso e ... che bellissima emozione rileggerti e ritrovarti.
    Spero sempre tu stia bene, serenamente bene...
    Intanto le tue parole mi colpiscono e mi donano ogni volta un grande senso di smarrimento e di ritrovamento interiore, gioco di parole assurdo ma che ben descrivono i miei sentimenti!

    Stavo anche notando le foto che sono così in armonia con la ricetta. Bellissime.

    Ti abbraccio mia dolcissima amica

    Rispondi Elimina
  22. Chiara Giglio 29 luglio 2014 20:44

    sei ritornata finalmente, mi mancavano le tue parole e la tua presenza discreta ma tanto coinvolgente...Ti abbraccio e spero che tu stia bene !

    Rispondi Elimina
  23. ~ Inco 29 luglio 2014 23:01

    Dopo tanti giorni di attesa, finalmente oggi ho visto un raggio di sole. Quel raggio di sole sei tu. Bentornata cara amica mia! E' un piacere vederti, sono davvero felice e commossa nello stesso tempo...
    E' stato un pensiero dolcissimo. Marica e Chiara sono "onorate" dal fatto che tu le abbia nominate nel tuo racconto. Ti ringraziano,anzi, ti ringraziamo per questo bellissimo post. Questo pensiero lo porteranno per sempre con loro. Speriamo di leggerti presto, ti auguro con tutta me stessa, che presto ti riprenda.
    Buonanotte :)
    Inco, Marica&Chiara <3

    Rispondi Elimina
  24. Chiara Setti 30 luglio 2014 07:48

    Ely che bello tornare a leggerti!!!!!! <3

    Rispondi Elimina
  25. sandra pilacchi 30 luglio 2014 09:54

    ciao passerrotto, bentornata!
    sempre speciali i tuoi post, parole foto e ricette.....
    che dirti Ely, che ti voglio bene? <3 <3 <3
    Sandra

    Rispondi Elimina
  26. Alessandra 30 luglio 2014 13:55

    Tutto delicato, leggiadro e romantico come una rosa. Bentornata dolcissima Ely!
    Bacioni
    Alessandra

    Rispondi Elimina
  27. Simo 30 luglio 2014 13:55

    che bello rileggerti tesoro! Come stai?!
    E che ricetta meravigliosa ci hai donato...
    Un bacio grande, grandissimo

    Rispondi Elimina
  28. Mila 30 luglio 2014 14:22

    Ciao cucciola, bello aprire il pc e ritrovarti.... Mi piace passare da te e passare il mio tempo a leggere le tue storie che riescono sempre a farmi sognare...
    Vorrei anche sapere o forse sperare che anche le tue giornate siano piene di favole, sogni avverati e desideri realizzati...
    Ti lancio virtualmente una rosa....
    Un abbracciotto

    Rispondi Elimina
  29. I manicaretti di Annarè 30 luglio 2014 15:07

    Carissima Ely,anche io come te,non riesco più a coccolare il blog come vorrei e come facevo un tempo,ma le persone che ci amano,ci aspettano sempre!!Questa ricetta è bellissima,e come sempre resto incantata dai tuoi racconti!Ti abbraccio col cuore <3

    Rispondi Elimina
  30. ChamilitosHome 30 luglio 2014 16:20

    Ciao cara Ely!! Passo un attimo per lasciarti un forte abbraccio e augurarti buone vacanze!! :)

    Rispondi Elimina
  31. antonia piacente 30 luglio 2014 17:21

    Mamma mia, ma che cosa vedono i miei occhi! e' una ricetta molto particolare e le foto sono stupende, l'ho condivisa sul mio google plus perchè presto vorrei provarci anche io... un bacio, Tonia di Cucina con Tonia

    Rispondi Elimina
  32. Rosetta Di Leo 30 luglio 2014 17:59

    Mi sono accorta che sei tornata dalla visita al mio blog!Contenta di ritrovarti e rivedere le tue belle ricette accompagnate dai tuoi dolci racconti!Anche io riesco a stare meno al blog!L'importante è che ci siamo!Bacioni,buone vacanze!Rosetta

    Rispondi Elimina
  33. Barbara Froio 30 luglio 2014 20:14

    Grazie per la visita. Sono contenta di sentirti, mi sei mancata tanto, te e i tuoi racconti. Anche questa volta ci hai regalato una ricetta unica.
    A presto.

    Rispondi Elimina
  34. paneamoreceliachia 30 luglio 2014 20:38

    Ciao!!!! Come sono felice di rileggerti!!! Quando puoi vieni sempre a donarci un tuo racconto. Spero che tu stia bene e che tutto ciò che ti impegna sia denso di felicità!!! Ti abbraccio forte! Alice

    Rispondi Elimina
  35. Paola 30 luglio 2014 20:54

    Ciao cara! Che bello rileggerti! Io non sono stata quest'anno troppo costante nel blog e ti ho perso un po' di vista, ma è una gioia ritrovarti. Mi auguro che vada tutto bene e che tu stia un po' meglio! Spero di non perderti ancora di vista intanto ti abbraccio forte forte
    Paola

    Rispondi Elimina
  36. speedy70 31 luglio 2014 00:54

    Ma bentornata dolcissima Ely, quanto è bello rileggerti!!!!! Le tue ricette poi sono sempre uniche, come te!!!!

    Rispondi Elimina
  37. SeV a colazione 31 luglio 2014 08:47

    Che bello rileggerti Ely! E quei bastoncini croccanti... Mi hai dato un'idea per un invito di sabato!
    V

    Rispondi Elimina
  38. Mimma Morana 31 luglio 2014 09:09

    Elyyyyyyyyy!!!!!! sei tornata alla grande!!! con il tuo stile di sempre, le tue meravigliose favole e le stupende preparazioni!!!!
    bentornata amica mia!!!!

    Rispondi Elimina
  39. Non solo bamboo 31 luglio 2014 13:40

    hai ragione Ely...senza cuore...le cose sono fini a se stessè...aride...

    Rispondi Elimina
  40. Mirtillo E Lampone 31 luglio 2014 16:33

    Una carezza di velluto come il petalo della tua rosa.
    Bello rivederti qui.

    Rispondi Elimina
  41. Doris mis cosillas 1 agosto 2014 01:03

    Tomo nota, se ve una delicia y me quedo con ella con tu permiso.Bsssss

    Rispondi Elimina
  42. Anima Paleo 1 agosto 2014 07:30

    Bentornata Ely, grazie per il racconto incantevole e la ricetta unica come te! Un forte abbraccio e buone vacanze! Morena

    Rispondi Elimina
  43. marina riccitelli 1 agosto 2014 08:50

    le spine a volte ci aiutano ad affrontare l'esterno, secondo me è giusto averne un po'. Quanto sono contenta di leggerti di nuovo. Tanto tanto, sai? E che bello sarebbe sorseggiare un po' di quella crema tiepida! Felice di essere qui e che tu sia qui! Baci grandi e abbracci a profusione ^__^

    Rispondi Elimina
  44. paola 1 agosto 2014 18:35

    ciao,affascinata da quei bastoncini super golosi ti mando un bacione

    Rispondi Elimina
  45. Günther 1 agosto 2014 18:40

    racconto e ricetta che incantano

    Rispondi Elimina
  46. viaggiedeventuali 1 agosto 2014 19:46

    Ciao cara, è un piacere leggerti nuovamente. Ti abbraccio e ... ricetta raffinatissima, complimenti :)

    Rispondi Elimina
  47. i Pasticci di Terry 3 agosto 2014 09:58

    Tu lo sai vero che io passo spesso da qui sperando di trovarti? Lo sai vero che quando trovo un tuo racconto e una tua ricetta mi perdo nella dolcezza delle tue parole e dei piatti? No, perchè se non lo sapevi ora te lo dico. Amica mia ti penso sempre, anche ora che sono così lontana ... anzi forse ti penso più di prima. Ti mando un abbraccio e un pochino del mio sole e del mio mare, che ho trovato qui, in questa isola perduta in mezzo all'oceano. Un bacio ♥

    Rispondi Elimina
  48. Ros Mj 4 agosto 2014 12:20

    Carissima elfa dei boschi, delicata come i tuoi piatti e profumata di rose, la mia grande gioia è trovare un nuovo post nel tuo blog, per regalarmi un momento per sognare. Torna presto, in forma, con le tue ricette che non saprò mai copiare (anche perché come al solito usi ingredienti che io, ignorante e limitata a sole 3 spezie, 4 ortaggi, 2 prodotti originali che sbandiero ai 4 venti come se avessi scoperto l'acqua calda, dovrei prima conoscere :-D). Grazie, perché colmi le mie lacune e da quando ti conosco, luce dei miei occhi, so cosa sono lo sciroppo d'agave e la gelatina di petali di rose!!!! Baci a profusione

    Rispondi Elimina
  49. Maria Bruna Zanini 4 agosto 2014 12:40

    Complimentiiiiii, bellissimo blog e favolose ricette, mi sono con piacere a aggiunta, se ti và passa da me. Grazieeee
    Ciaooo e buon inizio settimana

    http://pentoleevecchimerletti.altervista.org

    Rispondi Elimina
  50. Maria Bruna Zanini 4 agosto 2014 12:40

    Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    Rispondi Elimina
  51. Federica Simoni 4 agosto 2014 18:14

    ciao carissima, grazie di essere passata! io quando passo da te non andrei mai via, mi piace troppo leggerti!un abbraccione!

    Rispondi Elimina
  52. Daniela 4 agosto 2014 21:28

    Bentornata Ely! Non sai che bello leggere uno dei tuoi incantevoli racconti e ammirare le tue eleganti ricette :)
    Io la crema la prendo bella calda, visto che in questo momento tuoni e pioggia la fanno da padrone.
    Un bacio e buona settimana.

    Rispondi Elimina
  53. Sofia Sofeto 4 agosto 2014 22:54

    Sono molto contento di rivederti!
    La ricetta si è come sempre eccellente!
    Spero che tu stia bene e ci vediamo più spesso!
    Tanti baci caro!

    Rispondi Elimina
  54. elly 5 agosto 2014 09:29

    Bentornata Ely. Sono mancata anche io un po' dal web, ma nelle mie scorrazzate fa piacere incontrare te e le tue storie.... E la ricetta di oggi è veramente un tripudio di bontà. Io sono fortunata e non sono celiaca e non soffro di alcuna intolleranza alimentare. I tuoi bastoncini di pasta fillo mi fanno veramente gola, per non parlare di quella cremina di miglio e rose... un incanto, come i tuoi racconti! Abbraccio grande!

    Rispondi Elimina
  55. pastaenonsolo.it 5 agosto 2014 10:48

    L'amore per combattere il male, non potevi scegliere fiore migliore per rappresentarlo. Una storia bella che ci invita alla riflessione e soprattutto all'amore. Grazie per tutto, per le tue storie e per le tue deliziose ricette. I bastoncini croccanti, la crema è tutto veramente buono!!! Un abbraccio cara.

    Rispondi Elimina
  56. Deliziandovi.it 5 agosto 2014 11:08

    La luce del tramonto è bellissima da ammirare, mi ci perdo volentieri anche io.
    Un abbraccio
    Eli

    Rispondi Elimina
  57. Italians Do Eat Better 5 agosto 2014 11:18

    Ciao Ely, è la prima volta che passo qui e sono stata rapita dai tuoi bellissimi racconti e dalle tue golose ricette. Sei davvero bravissima! Mi sono unita ai tuoi lettori così non mi dimentico l'indirizzo della tua pagina! Ti auguro una buona giornata :)

    Rispondi Elimina
  58. Paola ilcuorearrosto 5 agosto 2014 12:07

    Tu lo sai che ti adoro, vero?!...
    e quei bastoncini croccanti...si,si! Il giorno inizia bene!

    Rispondi Elimina
  59. Mammazan 5 agosto 2014 19:50

    Cara Ely anche io non mi faccio viva da tempo...quando torno la sera a casa ti assicuro che mi sento stanca ma il piacere di seguire i mie nipotini mi fa sembrare tutto più lieve...
    Sei sempre bravissima a raccontare e cucinare .....
    Un abbraccio grande!!

    Rispondi Elimina
  60. valentina danielli 5 agosto 2014 20:38

    Che spettacolo ache da te ely.. anche i tuoi bastoncini sono super invitanti!!!! :D
    i bicchierini mi ricordano tanto un dolce superbuono assaggiato al macrobiotico!

    Rispondi Elimina
  61. Sara by Dolcizie 5 agosto 2014 21:10

    fantastico... tutto... il post, la ricetta, le foto.. TU !!!
    Un bacio
    Sara

    Rispondi Elimina
  62. Tantocaruccia 5 agosto 2014 21:26

    Ma quanto tempo che non passo! Mannaggia! Vedo che certe cose non cambiano e ne sono troppo felice! Belli quei bastoncini con quella cremina in abbinamento.. sempre bravissima, e incantevoli le tue storie!
    A presto cara :*

    Rispondi Elimina
  63. Maria Grazia 5 agosto 2014 22:12

    Lo sai. Un tuffo al cuore leggere il tuo nome e saperti di nuovo vicina. Grazie per la tua infinita sensibilità, la tua purezza straordinaria, per ciò che riesci a trasmettermi e per regalarmi ogni volta emozioni, affetto incondizionato e luce. Sei meravigliosa, Ely. Uno squarcio di sole confortante tra le nubi. Una donna forte che va avanti con la forza della sua anima piena di amore.
    Un abbraccio grandissimo, amica mia.
    MG

    Rispondi Elimina
  64. Magia da Inês 6 agosto 2014 00:18

    Seja bem-vinda!!!
    Mas é tudo de bommmmmmmmmmm.... geléia de pétalas de rosas!!!!
    Maravilhaaaaaaaaaaaaaaa!!!!
    ✿⊱•° Boa semana!
    Beijinhos.
    ¸.✿⊱╮✿╮

    Rispondi Elimina
  65. Annalisa B 6 agosto 2014 01:58

    E' bellissimo ritrovarti Ely!! Le due bimbe mi hanno regalato il sogno, i colori, il profumo di un luogo meraviglioso dove mi sono potuta rifugiare per alcuni attimi...incantevoli...
    Grazie!
    Non ti smentisci mai nell'avvolgere tutto di dolcezza!
    Ci sentiremo prestissimo, ne sono certa!!!
    Un abbraccione tesoro<3<3<3<3<3

    Rispondi Elimina
  66. Cinzia Ceccolin 6 agosto 2014 08:42

    Che piacere rileggerti Ely!!!! Naturalmente con una splendida ricetta e un meraviglioso racconto come sempre :-) Spero prima o poi ci incontreremo.. Qui sui monti si sta bene, peccato il tempo matto... Ti mando un bacione enorme tesoro

    Rispondi Elimina
  67. Francesca 6 agosto 2014 09:22

    Bellissimo post,Ely, e delicato come la ricetta :-)

    Rispondi Elimina
  68. Mammagiramondo. 6 agosto 2014 10:50

    Mia cara, carissima Ely. Troppo tempo è passato senza che trovassi il tempo di venire qui e ogni volta è sempre un magnifico viaggio e le tue parole mi incantano e mi avvolgono di pensieri e magie. E poi adoro le storie sui fiori. Proprio in questi giorni trascorsi in montagna tra prati e boschi ne abbiamo raccontate tantissime, conosciute e inventate e come ho scritto ieri sul blog, dopo tutto è diverso e ogni cosa non sembra più la stessa. Ti abbraccio fortissimo e spero di leggerti e sentirti presto! Daniela

    Rispondi Elimina
  69. ~ Inco 6 agosto 2014 20:32

    Passo per un saluto e un abbraccio stretto amica mia.
    Ti pensiamo sempre:)))
    Mary Chiara Inco

    Rispondi Elimina
  70. Valentina 6 agosto 2014 21:43

    Rileggerti è una gioia e anche se non sono presente come vorrei, ti porto nel cuore <3 Ely dolce, il racconto è pura magia come sempre e questa crema una delizia unica... Ti abbraccio forte e spero di leggerti presto, tvb <3

    Rispondi Elimina
  71. daniela64 7 agosto 2014 05:31

    Un bellissimo post e una fantastica ricetta . Un grande abbraccio Daniela.

    Rispondi Elimina
  72. Sabrina Rabbia 7 agosto 2014 14:49

    un post ricco e una ricetta da sogno!!!Passo qui per caso e sono stata incantata dal tuo blog e dai tuoi post. Cosi' ho deciso d'iscrivermi tra i tuoi lettori fissi per poterti seguire meglio, se ti va fai un salto da me!!!Grazie ciao Sabry

    Rispondi Elimina
  73. Rosetta Di Leo 7 agosto 2014 18:30

    Grazie dei commenti!Un bacio e un abbraccio!Rosetta

    Rispondi Elimina
  74. Elefantest89 7 agosto 2014 21:23

    Ma quanto sei gentile tu!! Signor gatto ti saluta e ti fa tante fusa ed io, sto prendendo nota di questa favolosa ricettina... Anche se so già che non mi verrà mai bene come la tua perché tu sei una fatina!!
    È bello rileggerti cara Ely. Spero tu stia bene e ti abbraccio forte, forte!

    Rispondi Elimina
  75. Antonella Miceli 8 agosto 2014 11:13

    Ciao Ely,
    ben tornata :D grazie per il bellissimo racconto, sei unica come sempre!
    Per non parlare di questa splendida e accattivante ricetta, bravissima come sempre!!!
    Ti abbraccio forte t.v.t.b <3 <3 <3
    Antonella

    Rispondi Elimina
  76. Alelunetta 8 agosto 2014 11:58

    Un racconto bellissimo e delicato, che scalda il cuore. E una ricetta che mi fa sentire il magico profumo delle rose. Grazie! :))) Alessandra

    Rispondi Elimina
  77. Ileana Pavone 8 agosto 2014 13:19

    Tesoro..passo per abbracciarti forte <3 ripasseró con più calma, ma intanto ti lascio un sorriso :*

    Rispondi Elimina
  78. Mammazan 9 agosto 2014 07:30

    Credo di avere da qualche parte il tuo numero di telefono..il problema è che non ti trovo mai...
    Mandami una mai quando puoi così ci aggiorniamo!
    Bacissimi

    Rispondi Elimina
  79. Rosetta 9 agosto 2014 07:46

    Sono tremendamente in ritardo, ma complimenti per la tua bella ricettina.
    Un bacione
    Mandi

    Rispondi Elimina
  80. SeV a colazione 9 agosto 2014 08:49

    Ciao Ely, sono passata per un saluto e questi bastoncini continuano a farmi venire l'acquolina...
    Buon fine settimana,
    V

    Rispondi Elimina
  81. lecannelle 9 agosto 2014 15:56

    Ciao, è la prima volta che passo di qui attirata da questa ricettina molto sfiziosa che cade giusta per stasera con amici a cena.
    Silvia

    Rispondi Elimina
  82. La mia famiglia ai fornelli 9 agosto 2014 19:27

    che buono questo dolce! direi che anche noi lo gusteremo tiepido perchè anche qui l'estate si fa aspettare!
    spero che tu stia bene, un abbraccio forte forte

    Rispondi Elimina
  83. Silvia - In Cucina con il Naturopata 9 agosto 2014 21:01

    ...ed è forse anche per questo che in aromaterapia l'olio essenziale rosa è l'olio del cuore.... Rimango sempre a bocca aperta davanti alla delicatezza dei tuoi racconti che a volte rubano la scena alle tue meravigliose ricette. Questa è assolutamente da provare!!!

    Rispondi Elimina
  84. lolle 9 agosto 2014 22:43

    Che bello ritrovare le storie del tuo bosco e ritrovare te che con delicatezza prima ci parli al cuore e poi ci prendi per la gola!
    A presto carissima Ely

    Rispondi Elimina
  85. Mary 10 agosto 2014 01:14

    Il tuo angolino è sempre magico e io sono molto contenta di venirti a trovare , leggere le tue bellissime storie e scoprire le tue fantastiche ricette !!
    Ti abbraccio forte !!

    Rispondi Elimina
  86. carmencook 10 agosto 2014 22:05

    Che piacere risentirti dolce Ely!!!
    Spero che le cose vadano presto meglio e che ti si possa leggere più spesso, non immagini quanto mi mancano i tuoi splendidi racconti!!!
    Le bimbe di Inco saranno state felicissime di essere menzionate nel tuo nuovo racconto, quando ho letto i due nomi ho capito subito che si trattava di loro!!
    Un mega bacio e buon ferragosto
    Carmen

    Rispondi Elimina
  87. LeCiorelle 11 a icfkybre. tiffany trumpgosto 2014 10:07

    Mi è piaciuta tantissimo la frase sulle rose "Siate sempre come le rose..." veramente bella, esprime molto bene il concetto di riuscire a trovare sempre la forza anche quando le cose non vanno tanto bene!! E dell'importanza di avere un cuore!! il tuo è sempre un angolo pieno di meraviglia, con tutti questi racconti pieni di piccoli dettagli :) e tra l'altro la tua ricetta è molto ricercata, come sempre!!! a presto!! un abbraccio

    Rispondi Elimina
  88. Roberta Morasco 11 agosto 2014 12:20

    Ciao Ely <3
    Mi era sfuggito questo post...sai quanto ti ho pensata??? Mi sei mancata sai!
    Come stai???
    Qui è tutto un correre e non riesco nemmeno a leggere tutto il tuo racconto ora :-( ..me lo sono copiato e lo faccio con calma ;-)
    La ricetta è deliziosa, mi piaca tanto, sono sempre alla ricerca di nuovi modi per utilizzare miglio e altri cereali ;-)
    Ti abbraccio forte amica, non sparire ok???
    Un bacio grande <3

    Rispondi Elimina
  89. Sara Dionisi 11 agosto 2014 15:18

    Ely cara, anche questo racconto mi fa capire quanta dolcezza e amore e delicatezza nonostante tutto tu abbia nel cuore. la ricetta è deliziosa, grazie per averla condivisa con noi.
    Ti auguro tanto bene
    un bacione a presto
    Sara

    Rispondi Elimina
  90. Laura Carraro 11 agosto 2014 16:35

    Cara Ely, anche se da te il sole latita......non senti tutto il calore che ti arriva da chi ti vuole bene, baci

    Rispondi Elimina
  91. Catherine 11 agosto 2014 20:45

    Dear Ely, So very beautiful and delicate and delicious. Blessings dear. Catherine

    Rispondi Elimina
  92. Valentina 11 agosto 2014 22:06

    Ciao tesorino, ti abbraccio forte e ti auguro un felice Ferragosto <3 Tvtb <3 :**

    Rispondi Elimina
  93. Fabiano Guatteri 12 agosto 2014 11:30

    preparazione golosa e al tempo stesso dietetica... aspetti non sempre conciliabili. Complimenti.

    Rispondi Elimina
  94. Barbara Froio 12 agosto 2014 12:04

    La ricetta è sfiziosa, ma le tue riflessioni arrivano dritte al cuore. Grazie di tutto.
    Un caro abbraccio e buon Ferragosto.

    Rispondi Elimina
  95. ~ Inco 12 agosto 2014 18:03

    Ciao tesoro ..passo per un saluto e per augurarti un felice ferragosto!!
    Inco, Mary &Chiara

    Rispondi Elimina
  96. gerbillo goloso 12 agosto 2014 18:09

    Sempre molto raffinata e particolare. Buone vacanze!!! ciao

    Rispondi Elimina
  97. Carmine Volpe 13 agosto 2014 14:18

    non è solo una ricetta ma si entra in un bellissima storia

    Rispondi Elimina
  98. Luna B 16 agosto 2014 19:33

    Ultimamente sono un po assente dal mondo del food blog perdono ;) Ma tornare e rileggere le tue bellissime parole e gustare le tue ricette mi fa essere contenta :)

    Rispondi Elimina
  99. Seddy 17 agosto 2014 11:55

    Bentornata dolcissima Ely!
    Che piacere passare da te, tante prelibatezze, sempre specialità golose, una gioia per il palato e per gli occhi!!!
    Scusa il ritardo...complimenti per la bella scrittura, parole piene di sentimento accompagnano emozionando, trasmettono contentezza e serenità.
    Un abbraccio grande, spero di rileggerti presto!
    Felice giornata! <3

    Rispondi Elimina
  100. MissWant 17 agosto 2014 13:20

    le tue preparazioni sono sempre molto chic! Brava Ely, è sempre un piacere passare da te! :*

    Rispondi Elimina
  101. marisa 17 agosto 2014 15:42

    Mai usata la pasta fillo..è di grande effetto ;)
    Un abbraccio cara <3

    Rispondi Elimina
  102. Cinzia 17 agosto 2014 21:31

    Cara Ely, come sempre, passare qui nel tuo angolo pieno di parole toccanti, ha un effetto benefico e rilassante. Quasi come il profumo di un giardino di rose!
    E molto bella anche la tua ricetta, con quei sigari di pasta fillo la trovo originalissima.
    Brava, un abbraccio affettuoso!

    Rispondi Elimina
  103. isaporidelmediterraneo 18 agosto 2014 13:16

    Un post stupendo e' una crema inedita e bella.
    Questa e' poesia.
    A Presto

    Rispondi Elimina
  104. Cinzia 18 agosto 2014 14:45

    Bentornata carissima,grazie di essere passata mi hai fatto felice...ho letto il tuo racconto tutto d'un fiato...sei tanto dolce e delicata proprio come la rosa che hai messo nella foto,e fragile come i bastoncini di pasta fillo...fragile ma con una grande anima...bellissimo insegnamento!!!a presto

    Rispondi Elimina
  105. Paprika e Cacao 18 agosto 2014 15:33

    Ed è solo ascoltando il cuore, che vengono plasmate ide tracotanti di dolcezza, bellezza e bontà. Che bellissima mano hai e che testa finissima. Un bacione, cara Ely. E un caloroso bentornato.
    Loredana

    Rispondi Elimina
  106. Norma2 23 agosto 2014 19:47

    Gracias Ely por pasar a saludarme.
    Besos hoy desde
    http://siempreseraprimavera.blogspot.com.ar/2014/08/cerezas-de-goji.html

    Rispondi Elimina
  107. ~ Inco 23 agosto 2014 22:40

    Ciao tesorina..passo per augurarti una buona notte e una buona domenica:))
    tvb!!!

    Rispondi Elimina
  108. vitto e libri 24 agosto 2014 09:50

    cara Ely mi tufferei dentro questa crema :-))) un abbraccio grande!

    Rispondi Elimina
  109. Monica Bergomi 25 agosto 2014 00:21

    Meravigliosa la tua ricettina e i tuoi racconti fanno sognare, un abbraccio forte e bentornata
    tiepido tiffany

    tiffany s and co
    tiffanys halsband
    anel de malha tiffany
    круглая сетка

    Cookie

    Questo sito utilizza i COOKIE per gestire e migliorare la tua esperienza di navigazione del sito. Proseguendo con la navigazione accetti l'utilizzo dei COOKIE.
    Per maggiori informazioni e su come rimuoverli consultare la nostra politica sui COOKIE.

    Privacy Policy

    • Home page
    • Varie
    • Open Kitchen Magazine
    • Ogni mese c'è...
    • In dispensa c'è...
    • Preparazioni di base
    • Note.... su di me
    • Ricettari in Pdf
    • Privacy policy
    • Translate
    • Musica in cucina
    • Club del 27
    • Contest
    • Mtc

    lunedì 27 novembre 2017

    Il pane dolce dello Shabbat per Michael, Micol ed Eleonora


    Vi chiederete il perché di quel " ciao Michael" e chi sono anche Micol ed Eleonora. E' una storia lunga o forse anche no. Dipende dalla piega che prenderà questo post, scritto di getto e nemmeno riletto, d'istinto e seguendo le emozioni. Michael, Micol ed Eleonora, sono tre persone che si sono incontrate sulla strada della vita. hanno vissuto emozioni, momenti tristi, difficili e momenti fantastici. Sono persone speciali l'una per l'altra, che sono entrate a far parte anche nella community Mtc. 
    Eleonora già presente con il suo blog Burro e miele trasformato poi a quattro mani con l'arrivo di Michael. Abbiamo accolto questo professore, di bellissimo aspetto, con un sorriso speciale, che ha fatto esclamare a tutte le donne della community un "ahhhh ppppero'!!", prima con un po' di timore e titubanza, e poi, una volta rotto il ghiaccio, con la nostra prorompente e contagiosa dose di "sana follia", abbiamo imparato a conoscerci un po' meglio, a farci insieme quattro risate o a parlare di argomenti seri, legati all' alimentazione. Tutto è filato liscio, come in una bella favola. Ma anche nelle belle favole arriva sempre il cattivo di turno.
    La community, quando meno se l'aspettava, è stata scossa da questo fulmine a ciel sereno. Le condizioni di salute di Michael, il professore, il Doc, come lo chiamavamo, colui che guardavo con una dose di rispetto e simpatia, che pensavo fosse indistruttibile, che fosse impossibile che si ammalasse....ecco, è stato ricoverato in ospedale. 
    In un attimo, grazie alla tecnologia, c'è stato un susseguirsi di notizie e aggiornamenti.
    Ci siamo strette virtualmente tutte intorno a Micol, la moglie e a Eleonora, la figlia. Chi pregando, chi lanciando pensieri positivi, chi alla sua maniera insomma. Abbiamo postato pensieri, canzoni, dediche. La prima cosa che facevo al mattino, al risveglio, andavo a curiosare sulla pagina fb, con le gambe che tremavano e lo stomaco stretto stretto, gli aggiornamenti. Già al mattino presto, complice il fuso orario e il filo che legava e lega la famiglia del Doc, con Alessandra, la "mamma" dell'Mtc, si veniva informati quasi in tempo reale. Il Doc, quando si sarebbe ripreso, avrebbe passato giorni e giorni a leggere tutte le nostre dediche. Poi il 6 novembre, un piccolo miracolo, una piccola ripresa. Il suo amico e collega Yanai Ben Gal ci esortava a continuare cosi, pur non sapendo o non capendo bene che cosa in realtà stessimo facendo, ma la nostra unione e il filo conduttore che animava tutta la community per il mondo, stava portando i suoi frutti. Tutti abbiamo tirato un piccolo sospiro di sollievo. Non dovevamo demordere. La tensione e l'unione erano palpabili tanto erano intense. La sinergia che si è creata tra di noi era ed è forte, perchè non siamo solo virtuali, perchè con l'andare del tempo e in qualche occasione ci siamo conosciute di persona. Quindi sappiamo e sapevamo il potenziale che potevamo sprigionare.

    Poi, un giorno, riceviamo la notizia che il Doc doveva subire un lungo e delicato intervento e che servivano tutte le preghiere e pensieri possibili e immaginabili. Come per la prima volta. Allora ecco che ci siamo riunite ancora virtualmente. Con maggiore intensità. Con maggiore ansia. Sempre con la speranza che passata questa tempesta, ci saremmo fatti tutti quanti una bella e sana risata liberatoria e un "te possino, che spavento ci hai fatto prendere Doc, non farlo mai piu'"....

    Ma la mattina del 13 novembre, quando ho letto "Il nostro dottore non c'è piu'......." si è fermato tutto.
    Continuavo a leggere "Il nostro dottore non c'è piu'...il nostro dottore non c'è piu'"....e non riuscivo ad andare avanti. A cosa serviva sapere il perchè? Purtroppo, le preghiere e i pensieri non sono bastati. 
    La sana e bella risata liberatoria ha lasciato spazio allo sconforto, alla tristezza, all'incredulità, alle lacrime. Come era possibile? Ho preso questo come una specie di "tradimento". I nostri pensieri e preghiere, non sono stati sufficientemente forti da sfidare un destino già scritto. 

    Inutile dire che la sfida mensile che anima la community, è stata sospesa. E' vero che "the show must go on", ma in una community come questa...chi aveva voglia di lanciarsi nella sfida?
    Si sono susseguiti pensieri, ricordi, frasi, canzoni che mi hanno immagonito e intristito. Perchè sono venute a galla le mie di "ferite". Perchè non è mai giusto perdere una persona cara cosi' a "tradimento", quando hai ancora "bisogno" di lei, stai condividendo con lei una parte importante della tua vita, quando vuoi capire e sapere ancora tante cose. Ma cosi' è stato. E non si puo' fare niente se non stringerci in un abbraccio corale e virtuale verso chi è rimasto.
    Anche le parole del professor Yanai, che ha assistito all'intervento, e immagino la disperazione che ha provato in quel momento, mi hanno commosso: "E' ora che io lasci questo fantastico gruppo. Non senza ringraziarvi per tutti i pensieri e i segni di apprezzamento che ho ricevuto in questi giorni. Allora, addio persone adorabili, grazie ancora, per tutto il vostro sostegno. Avrei voluto fare di piu'"
    Non so se si poteva fare di piu' di cosi'. So solo che come tutti i lutti che vanno elaborati, digeriti, accettati, ci vuole del tempo. Molto tempo. Anche se so che non è cosi'. E' un taglio profondo che si apre nel cuore ed è una ferita che non si rimarginerà mai, perchè quel cuore pulsa sempre, è sempre vivo e non permette la cicatrizzazione. Forse si attenua un pochino. Ma forse.

    Che dire ancora, che non appaia stupido, scontato, inutile...non dico forza, vedrete che passerà, fatevi coraggio ecc....se c'è bisogno di piangere, incazzarsi, urlare di rabbia, riappacificarsi con i ricordi o altre emozioni che raffiorano pian piano o dirompenti, fatelo, carissime Micol ed Eleonora. 
    Ora Michael, il Doc, sarà sempre presente in ogni luogo dove voi sarete. (e che cavolo pero', era piu' logico e meglio fosse presente anche lui!!). Il Doc che prima andava da New Dely a Tel Aviv con la stessa facilità e frequenza di come io prendo la metropolitana per girare in città.....il Doc che non ho mai voluto "disturbare" piu' di tanto con le mie domande che potevano sembrare semplicistiche e inopportune, quindi messe da parte, lasciando magari piu' spazio al tempo che verrà....ecco, anche qui ho sbagliato i tempi e mi pento di non aver osato di piu'....hai ragione Ele, ora New Dely non sarà piu' la stessa.

    E come ha detto lui, sarà in alto a sinistra.....sarà li a vegliare su di voi, ad accompagnarvi anche nelle decisioni piu' difficili o leggere, in un tramonto, un arcobaleno, in una lacrima e in un sorriso. in un'altra dimensione, che solo voi sentirete cosi' presente e palpabile, perchè lo avete amato fino all'ultimo respiro.

    Ecco il perchè di questa ricetta dedicata. Che non avrei mai voluto dedicare. Un omaggio da parte mia e di tutte noi, che a nostro modo abbiamo voluto ricordare il Doc. Chi ha avuto la fortuna di averlo conosciuto di persona, chi solo virtualmente, ma che comunque ha lasciato un bel ricordo di lui in Mtc. 
    Già avevo preparato questo Pane dolce del sabato, con un altro ripieno, dedicandolo ad Ele, con altre motivazioni. 
    Questo invece, l'ho preparato col magone. Perchè ha un altro significato. Perchè...perchè non è giusto, perchè non doveva finire cosi....

    Ingredienti
    per due trecce ripiene:
    500 gr di farina 0
    2 uova grandi medie (circa 60-62 gr con il guscio)
    100 gr di zucchero
    20 gr di lievito di birra 
    125 ml di acqua tiepida
    125 ml di olio extra vergine d'oliva
    10 gr di sale
    100 gr di uva passa 
    un tuorlo d'uovo
    un cucchiaio di acqua
    semi di sesamo e papavero

    Esecuzione
    Prima di tutto e importantissimo, setacciare la farina.
    Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero e far riposare una decina di minuti fino a far formare una schiuma. Mischiare la farina, il sale e lo zucchero e versarci il lievito e cominciare ad impastare, versare poi l'olio e per ultimo le uova, uno ad uno, fino alla loro incorporazione. Lavorare fino a che l'impasto si stacchi perfettamente dalla ciotola, lasciandola pulita.
    Lasciar lievitare per almeno due ore, dopodichè, sgonfiare l'impasto e tagliarlo in due parti uguali. Tagliare poi ognuna delle parti in tre.
    Stendere su un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15. Spargere l'uva passa sulle tre parti.
    Arrotolarle poi sulla lunghezza, in modo da ottenere tre lungi "salsicciotti".
    Unirli da un capo e cominciare ad intrecciare
    Ripetere l'operazione per la seconda treccia. Adagiare le trecce su una placca da forno unta di olio. Lasciare lievitare ancora due ore.
    Sbattere il tuorlo d'uovo con un cucchiaio di acqua e spennellarlo sulla superficie; spolverare di semi di sesamo o papavero.
    Infornare in forno già caldo e statico a 200°C per circa 15-20 minuti.




    .....e per concludere, questa ultima foto. Quella che preferisco. Che ritrae le mani del Doc e Micol che in diversi momenti della loro vita, hanno condiviso con noi sui social.
    Mani che hanno inpastato (Challah) insieme ad Ele, che hanno amato, che hanno suonato, che hanno accarezzato e consolato, che hanno dato forza, che hanno compiuto miracoli...Mani che non faranno piu' niente di tutto cio'. Ma che chi le ha strette le porterà sempre nel proprio cuore.

    Un abbraccio gigante che non sapete quanto, carissime Micol ed Eleonora. 

    Bennato, nella sua canzone L'Isola che non c'è dice....Seconda stella a destra, questo è il cammino
    E poi dritto fino al mattino.Poi la strada la trovi da te,Porta all'isola che non c'è.....
    Dal 13 novembre, guarderemo con occhi diversi in alto a sinistra pero', perchè l'hai indicato tu, a Lolo, che ha detto:
    - No, mamma, ti sbagli. Gli animali muoiono, ma le persone no. Le persone rimangono, basta       guardare in alto a sinistra per trovarle.
    - Lolo, ma dove l'hai sentita questa?
    - Me l'ha detto lui, quindi è vero. 
    e che magari sei già su quell'isola che non c'è....mannaggia Doc...e le volte che mangero' o faro' del fritto, mi verranno in mente le tue parole...."il fritto fa bene"......

    "ciao Michael" 


    domenica 19 novembre 2017

    Festa de Lo pan ner a Introd, Valle d'Aosta



    La mia avventura inizia dal bellissimo B&B Le renard d'Introd, un gioiello immerso nel verde di prati e boschi, a 850 mt di altitudine, dove regna una pace che ti ristora e ti riappacifica col mondo intero, tanto che non vorresti piu' andare via da li per davvero. 
    Nella parte privata dell'abitazione, arredata con un gusto raffinato ma senza eccessi, spicca un pianoforte mezza coda con appoggiati spartiti di ogni genere. Per ovvi motivi mi piace ancora di piu'!
    I gestori, Alessandro e Andrea, mi mettono subito a mio agio, con la loro gentilezza e senso di ospitalità e mi servono una colazione stupenda, tutta preparata in casa dalle sapienti mani di Andrea, persino lo yogurt! Il tutto con il sottofondo delicato di musica jazz, e una splendida vista sulla valle.

    Starei qui tutta la giornata, ma il dovere chiama. Eh si, perchè non sono in vacanza, ma sono qui per assistere ad un evento molto importante, la Festa de Lo Pan ner, ovvero Festa del pane nero, che si è tenuta nelle giornate 14 e 15 ottobre in Valle d'Aosta, Lombardia e Svizzera, durante le quali più di 50 comuni hanno riacceso i propri forni comuni per cuocere le tradizionali pagnotte di pane nero delle Alpi . AIFB (Associazione Italian Food Blogger), partner di questa iniziativa con la Regione autonoma della Valle d’Aosta, ha inviato 7 soci: io, Camilla, Tiziana, Elisabetta, Monica, Maria Teresa e Cinzia, del Direttivo Aifb, che ha organizzato tutto quanto, per un blog tour nei vari paesi della regione che hanno partecipato alla festa del pane nero, nella giornata di sabato 14. E io sono stata "adottata" per l'occasione, dai simpatici "panificatori" di Introd. Persone comuni, che hanno altre attività, ma che per l'occasione si ritrovano a panificare questi splendidi pani con un entusiasmo e un' allegria contagiose!
    Sono le 8 di mattina e mi incammino su per la salita verso il forno. L'aria è fresca ma piacevole.
    Una volta arrivata vengo accolta da tutta la "banda del forno": Daniel, Roberto, Franco, Andrea, Marzia, Mathieu e Claudia che tra di loro parlano in Patois. Qualcosa ci capisco, ma molto poco. Pero' è bellissimo sentirli parlare tra di loro in quella lingua, con una cadenza quasi musicale. 
    Lungo la strada e in prossimità del forno, ci sono palloncini e locandine che richiamano l'attenzione dei passanti. Ma come potro' constatare durante la giornata, le persone conoscono da anni questa manifestazione, e acquistano ad occhi chiusi senza chiedere piu' di tanto in proposito. Anzi, si fermano a parlare con i volontari del forno del piu' e del meno. Invece, le persone che passano di li per caso, e si distinguono perchè hanno la macchina fotografica al collo, chiedono persino di vedere come si fa il pane, e allora vengono invitati a entrare e ad assistere brevemente alla lavorazione.



    Daniel è l'addetto al fuoco, che prepara con grande cura, perchè alla base di tutto c'è anche la giusta temperatura del forno.
    Comincia a preparare la legna che non deve essere resinosa ma asciutta. Prepara un intreccio di ceppi all'imboccatura del forno, che spinge poi dentro con due lunghi pali e attizza il fuoco. E controlla che abbia preso con grande attenzione.

    E mentre il fuoco arde, cominciamo a impastare gli ingredienti per formare le pagnotte.
    Le dosi per preparare in casa il pane nero, della ricetta tipica valdostana sono:
    Farina di segale integrale g 550
    Farina di grano tenero tipo 0 g 250
    Farina di grano tenero integrale g 200
    Acqua g 620/650
    Sale g 20
    Lievito di birra g 20 *
    *(in alternativa, lievito madre in quantità appropriata)
    Ovviamente in questa giornata le dosi sono state aumentate....50 kg di farina, 5 kg farina di segale, 28 l di acqua.....

    Si comincia col scaldare l'acqua sulla classica stufa a legna,a pesare gli ingredienti , a sciogliere il lievito.

    Si mette tutto quanto nell'impastatore e si copre con un lenzuolo e una coperta di lana. Trascorsa quasi un'ora, si fa la "prova fiammifero". Si fa un buco nell'impasto e si accende un fiammifero. Se si spegne vuol dire che ci sono ancora i gas presenti nell'impasto. Se invece rimane acceso, vuol dire che l'impasto è pronto per essere lavorato. Vengono staccati grossolanamente dei pezzi, che prenderanno poi la forma di pagnotta, e si lasciano riposare sotto lenzuolo e coperta di lana.


    Intanto il fuoco arde che è una meraviglia, scaldando tutta la volta del forno, che se diventa bianca, vuol dire che ha raggiunto la giusta temperatura.


    Si riprendono i pezzi che avevano riposato sotto la coperta, si pesano, e si comincia a formare la pagnotta. L'impasto "grezzo" prende una forma piu' liscia e d armoniosa. Il profumo che si sente è fantastico.


    Man mano che le pagnotte sono formate, si adagiano su tavole ricoperte da lenzuola e coperta di lana, sotto la quale riposano ancora fino alla lievitazione. Trascorso il tempo, vengono riprese poche alla volta e viene praticato un taglio, in questo caso a forma di spiga. 
    Siccome una volta il forno del paese serviva a infornare il pane dei diversi nuclei familiari, ognuno aveva un suo simbolo o segno di riconoscimento, Quindi possiamo trovare pani con diversi tagli.
    Anche qui ci vuole maestria, che si acquisisce col tempo. Il taglio deve essere della giusta profondità. Se si incide troppo si aprirebbe la pagnotta, Se si incide poco, non si cuocerebbe in maniera uniforme.

    Si procede poi a dare forma anche ai galletti che vengono regalati ai bambini. Uvetta sultanina per fare l'occhio, ed è pronto per essere infornato.
    Questa forma, che si trova sui campanili delle chiese e sui tetti delle case, è per ricordare l'influenza francese, che ha come simbolo appunto il gallo.

    Mentre i pani prendevano forma e messi a lievitare, Daniel, si occupava della brace. Anche questo è un momento importante e fondamentale per la buona riuscita della cottura. 
    Viene fatta cadere la cenere in una fessura all'imboccatura del forno, che viene poi prelevata in fondo da uno sportellino, facendo attenzione a rimuoverla completamente.

    Una volta svuotato, l'interno viene lavato con uno straccio per rimuovere ogni risiduo. Ecco perchè c'è sempre un lavatoio di fianco al forno!
    Una volta lavato tutto, si chiude immediatamente lo sportello, per evitare che si raffreddi l'interno.

    Le pagnotte man mano vengono intagliate, adagiate su una lunga tavola e portate fuori per essere infornate. Anche qui il gioco di squadra è importante. Con gesti ormai consolidati nel tempo, le pagnotte, una alla volta, vengono adagiate sulla pala e inserite nel forno iniziando dal lato sinistro e a semicerchio per essere sicuri che tutte abbiano lo stesso grado di calore. Niente è approssimativo e lasciato al caso!

    Mentre i pani cuociono, si rientra nel forno, perchè non è mica finita qui! Si devono preparare i pani dolci! E intanto curioso un po' in giro....
    Questa è la madia dove una volta si impastavano gli ingredienti per fare il pane. La fatica era ben diversa in confronto a quella che si fa ai giorni nostri, grazie all'aiuto di grandi impastatori. Il risultato è uguale, ma forse toglie un po' di magia, poesia, esperienza....come per tutti gli impasti fatti a mano, l'impasto prende forma sotto le proprie mani, e solo la sapienza e l'esperienza fanno dire e sanno capire quando è pronto.

    La scritta in Patois:
    "Sensa pan e menti fei pa bon voyatze, lo bon pan làt lo flo de la chau
    La farenna di dzallo feit pa de bon pan. Lo pan di mètre l'at sat croute"
    dovrebbe significare, come mi ha tradotto Floriano, il collega trombonista valdotain di mio marito:
    "Senza pane e mantello non si fa buon viaggio. Il buon pane ha il profumo della cenere.
    La farina del diavolo non fa del buon pane, il pane dei maestri ha una crosta particolare"



    Burro e latte vengono scaldati e mescolati. Di solito è un'operazione che si fa con le mani, ma visto che è un po' troppo caldo...viene mescolato con una banalissima pala. Anche qui le quantità di burro, latte, uvette e fichi secchi fanno "rabbrividire" per la dose....
    I fichi vengono tagliati a pezzetti, mescolati insiene all'uvetta sultanina e aggiunti all'impasto.
    Il procedimento è uguale a quello del precedente impasto, con le stesse fasi di lievitazione, formazione pani, riposo sotto la coperta e formazione pagnotte, alla quale partecipo pure io!


    Mentre le pagnotte dolci riposano sulle tavole e sotto la coperta, andiamo a togliere il pane dal forno. Per capire se è cotto, viene tamburellato il fondo. Se fa un bel suono, che si capisce anche qua con l'esperienza, si toglie e si adagia su una grande tavola di legno. Anche il galletto è pronto!!
    Mentre fuori dal forno si toglievano i pani, all'interno si procedeva a fare i tagli su quelli dolci, adagiarli sulla tavola di legno e portati fuori per la cottura.
    Mentre aspettiamo la cottura dei pani dolci, vendiamo i pani preparati precedentemente, che sono ancora caldi, beviamo vino da una tazza sbeccata, che ci passiamo con allegria l'uno all'altro. Non c'è tempo per fare gli schizzinosi! E' un momento conviviale unico. Ci fermiamo un attimo perchè sta passando una mandria di mucche che stanno scendendo dalla malga per ritornare alla stalla, dopo la lunga stagione estiva. Il suono dei campanacci e l'invasione della strada sono un momento quasi magico. Adulti e bambini si fermano con gli occhi spalancati.
    I pani dolci sono pronti! IL profumo che si sente nell'aria è qualcosa di indescrivibile.

    E ora che i pani sono stati cotti e venduti quasi tutti, possiamo pensare a mangiare. Ci sediamo alla tavola di legno dove fino a poco prima avevano lievitato i pani. E mangiamo formaggi, salumi,torte salate, verdure sott'olio e bevuto ottimo vino.
    La "banda del forno piu' scalchignato della valle", cosi' l'ha soprannominato spiritosamente Claudia, si scusava per il pranzo rustico e parco, che non erano riusciti a preparare altro...ma li ho rassicurati dicendo che era stupendo condividere questi attimi cosi' naturali e spontanei, condividendo prodotti genuini, preparati in casa, semplicemente fantastici.

    Ora che siamo sazi e che i pani sono stati quasi tutti venduti, ci mettiamo in posa per la tradizionale foto di gruppo, che servirà come foto ufficiale per la giornata che si svolgerà il giorno seguente ad Aosta.

    La giornata sta quasi volgendo al termine. Ci trasferiamo tutti giu' alla piazza di fronte alla Maison Bruile, dove vengono venduti i pochissimi pani rimasti, sorseggiando succo di mele e vino caldo speziato leggermente dolce, accompagnato da tozzetti di pane secco, che vengono ammorbiditi dal vino, chiamato Seuppa de l'âno, cioè zuppa dell'asino, forse perché se ne mangi/ bevi una scodella scopri la vicinanza tra l'uomo e l'animale! 

    Insieme a Daniel andiamo a visitare il Museo Etnografico Maison Bruil- Maison de l'alimentation uno dei piu' importanti esempi di architettura rurale del Gran Paradiso. Tutti gli spazi necessari all'uomo e agli animali erano raggruppati in spazi ben definiti, sotto lo stesso tetto. Si trovano "la crotta" cioè la ghiacciaia naturale, lo spazio per l'essicazione, la cantina, il solaio, insomma, merita davvero una visita per capire come vivevano e conservavano tutto cio' che coltivavano e producevano, i contadini che abitavano questi luoghi.

    Finchè c'è luce, mi addentro tra i vicoli di Introd. Un paese veramente pittoresco. Il suo nome deriva da Interaquas, in francese Entre eaux, per la sua posizione tra la valle di Rhémes e Valsavarenche, che fanno parte del Parco del Gran Paradiso. Da visitare sicuramente Maison Bruil, il Castello del 1260. passare sul ponte alto piu' di 80 mt costruito durante la Prima Guerra Mondiale. Questi luoghi sono famosi anche perchè in località Les Combes, una piccola frazione, Papa Giovanni Paolo II trascorreva le sue vacanze estive.

    Un bellissimo tramonto mi fa capire che la giornata è giunta al termine. E' stata una giornata piena di emozioni, novità, scandita da momenti di attesa, gesti, parole, risate.
    Una giornata fuori dal comune. Perchè ormai siamo abituati quasi tutti a comperare il pane nella grande distribuzione. A volte in eccesso, E tante volte lo si butta con leggerezza. Un gesto che dovrebbe far pensare. Dietro alla lavorazione del pane c'è una ritualità, un lavoro e una tradizione, che non si devono perdere assolutamente. Una volta i forni dei paesi erano un grande momento di aggregazione. Le famiglie si riunivano e panificavano per tutto l'anno. Dovremmo portare tutti piu' rispetto per questo alimento che accompagna le nostre pietanze e che ha una storia veramente antica. Un paio di anni fa ho fatto una ricerca sui forni tradizionali, i pani delle feste e tutte le tradizioni che ruotano intorno al pane. Trovate il mio articolo qui: Pani tradizionali delle Valli di Lanzo

    Il giorno successivo, dopo un'altra fantastica colazione B&B, salutati Alessandro e Andrea, mi dirigo verso Aosta dove incontro le altre socie, (foto "rubata" a Monica) in piazza Chanoux, dove prosegue la festa. Abbiamo allestito lo stand dove pubblicizziamo le ricette preparate appositamente per l’occasione, partecipando ad un contest indetto dal comitato organizzatore, in collaborazione con la Regione Autonoma. Tutte le ricette prevedono il pane di segale come ingrediente principale della preparazione.



    La giornata è davvero terminata. Si ritorna a casa con un sacchetto pieno di pane nero e dolce, formaggio, lardo....con il ricordo dei giorni passati tra montagne e gente stupende, che ci hanno dato l'occasione e l'onore di partecipare ad una festa cosi' unica e ricca di tradizione.

    E poi, tra le altre cose, parlando con un signore, che ha un B&B proprio di fronte al forno, ho scoperto che era il marito di una ex violoncellista, sorella di una violinista che conoscevo da ragazza ma che avevo perso di vista. E conoscevo il loro papà, violinista dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Milano, quando ancora esisteva questa realtà. Mi ha mostrato l'album delle fotografie che lo ritraevano e mi sono davvero emozionata. E una volta arrivata a casa l'ho ricontattata. Bè, è stato un momento emozionante pure questo.
    Questo viaggio mi ha portato tante cose, che terro' per sempre nel mio cuore. Quindi, davvero grazie a tutti quanti.


    giovedì 12 ottobre 2017

    Cannoncini con crema pasticcera alla cannella, zenzero, peperoncino e cioccolato


    La sfida n. 68 di Mtc è dolce. Era da tanto tempo che non succedeva. Risale infatti al 23 settembre 2015, per la sfida n.50 che trovate qui!
    Francesca Geloso del blog 121 gradi, la vincitrice della scorsa edizione, ha pensato di "addolcire" la famiglia Mtc con questi piccoli scrigni colmi di creme che la fantasia incontrollata e incontrollabile delle partecipanti la metterà a dura prova!
    Quando ho visto il tema, ho gettato subito la spugna, siii, fare di nuovo la pasta sfoglia come per i croissant, e chi ha tutto questo tempo!? E ricordarsi di fare tutte le foto delle fasi della preparazione, e vuoto e pieno e la crema...naaaaa.
    Ho sempre preparato i cannoncini con la pasta sfoglia pronta, anche all'ultimo momento. Ne ho preparati a centinaia. E solo al pensiero di fare la "sfoglia vera" mi faceva mancare la terra sotto i piedi. Ma poi, presa da una botta di adrenalina che non so perchè, ho dedicato le briciole del mio tempo per preparare la sfoglia. I riposi, le pieghe, l'impasto che prendeva l'aspetto voluto, morbidissimo, profumato...è stato un isolarmi da tutto e da tutti.
    E se sono "sopravissuta" alla preparazione, ottenendo un risultato, modestamente, ottimo, il regolamento prevede che questi cannoncini siano dedicati a qualcuno o qualcosa.
    Ecco, ora arriva il difficile. Eh si, mica le pieghe e le foto!
    E mentre impastavo e facevo poi il resto, pensavo a certi accadimenti che accompagnano la vita di alcune persone. E allora vorrei essere impermeabile a qualsiasi notizia, che se mi arriva mi scivola via non penetrandomi nemmeno per un millesimo di millimetro nel mio cervello e cuore.
    Cosi' da non assorbire nulla di negativo. Cosi' da non pensare alla cognata che ha problemi di scuola, di silenzi, di bugie con la figlia adolescente, ho già dato grazie! All'amica lontana che si sta separando ed è disperata, già vissuto anche li con i genitori, grazie! Alla coppia di amici che lui, malato e in attesa di trapianto, ti telefona in lacrime dicendoti che a lei hanno trovato sette metastasi nel fegato dopo che quattro anni fa l'hanno operata al seno. Cosa dire?? Cosi' da non pensare alla tua di figlia, non piu' adolescente, ai suoi silenzi protratti nel tempo, che ti uccidono, al lavoro sempre piu' stressante, alla vita che vorresti avere un po' piu' serena....ecco. Un impermeabile che mi protegga. Invece no. Ascolto, consolo, dico la mia, ci soffro, spero...e a me, chi ci pensa? Ai miei momenti no, che a volte esterno e a volte mi tengo dentro, ai pensieri, alle domande mai risposte, alle aspettative, ai rimorsi, ai rimpianti....
    Cosi' questa ricetta non la dedico a tutte queste persone, o forse inconsciamente si. La dedico a me stessa. Puo' sembrare da folli dedicarsi dei cannoncini? Boh, se questo fa stare bene no. E se sembra ancora folle, che follia sia!
    Se ci fosse il gioco "se fossi".... "se potessi"...vincerei la coccarda, la medaglia, la coppa, la corona e il diploma da appendere...sono una maga a fare i bilanci della mia vita e a pensare, inutilmente lo so, che "se avessi fatto questo..." "se avessi scelto quest'altro...". Mi rendo benissimo conto che non si torna indietro e non si puo' cambiare il passato. Bisogna guardare avanti, ma quello che sono oggi è cosi' in base alle scelte che ho fatto. E che se tornassi indietro, alcune le cambierei, non le farei proprio, ne farei altre.
    Penso e mi sforzo nel dire che mi devo voler bene e smetterla un attimo di pensare al passato e agli altri. Ma è difficile. Ho avuto le mie "belle" batoste, le porte in faccia, le pugnalate alle spalle, le ferite. Che non è vero che si rimarginano e non fanno piu' male.Anche se a volte non ci pensi, basta un niente che ti porta a galla tutto quanto. E ci stai da schifo di nuovo. E ci vuole un bel da fare e un bel pelo sullo stomaco per continuare, perchè magari chi hai vicino sta peggio di te, e allora indossi nuovamente la maschera ed entri in gioco di nuovo, con il tuo cuore colmo di angoscia, ma che non devi ascoltare perchè davanti a te qualcuno grida silenziosamente il tuo aiuto.
    E allora vai avanti come la vite senza fine, e vai e vai, e ascolti, e consoli, e pensi e ripensi....
    E allora sembri un controsenso vivente...hai dovuto lasciare di suonare per alcuni motivi, pero' assisti ai concerti magari dove i tuoi ex colleghi e dove ha conosciuto tuo marito suonano ancora.
    Assisti ai concerti dove marito e figlia suonano insieme, piena di orgoglio ma anche di tristezza per non esserci li anche tu. Avresti voluto studiare canto, in un coro, ma all'epoca facevi già strumento e hai abbandonato il pensiero. E ti ritrovi a cinquant'anni suonati a cantare in un coro, prepararti per i concorsi, a vivere quello che non avevi vissuto. Avresti potuto fare iniziare la bambina a studiare musica fin da piccola, cosi' da averla "già sistemata" adesso, in questo mondo cosi' precario, ma non l'hai fatto. E ora che siamo in due vorresti mettere la quarta e vivere ogni secondo con il tuo lui,  perchè il destino a volte è bastardo e ti gioca dei brutti scherzi, e non vuoi perderti piu' nemmeno una virgola di vita, e vorresti andare e disfare in barba al tempo che passa ma ci sono un lavoro stressante (il mio) e il lavoro stupendo (il suo) che a volte non collimano.E il "gioco dei se" non finisce mica qui....sarà forse perchè sono del segno del Cancro? Nata alle 00.00? Che precisina!!
    Cosi' in queste giornate caotiche, piene di notizie che ti appesantiscono il cuore e la mente, mi dedico questi deliziosi scrigni di vera sfoglia. Un momento di pace, davanti ad un caffè bollente, mentre in un boccone mi gusto i quattro cannoncini. Partendo da quello piu' delicato al piu' forte...cannella, cioccolato, zenzero e peperoncino.
    La cannella che mi ricorda i dolci della nonna, i profumi di casa, i dolci delle feste, profumo di buono, di speziato, di bei momenti spensierati. Perchè qualcuno ne ho avuto pure io.
    Il cioccolato fondente che dà una botta al palato, con il suo profumo intenso, la sua forza, cosi' nero, denso, che mi ricorda i budini che mi faceva trovare la nonna, rigorosamente scodellati su un piatto dai bordi a piccoli quadretti bianchi e rossi, che io mangiavo avidamente senza nemmeno sedermi.
    Il cioccolato con lo zenzero, perchè sembra che non ci sia niente, ma il pizzicore finale ti arriva e ti sorprende.
    Il cioccolato con il peperoncino, la botta finale. Fuoco in bocca che si stempera con la sfoglia delicata e deliziosamente burrosa.
    Quattro gusti. Come le stagioni. Come i tempi di una sinfonia. Come le fasi della vita. Che ti sorprende sempre. Che ti fa incazzare. Che a volte da e a volte toglie. Che a volte sembra solo che ti toglie. E siccome tu solo sai come sorprenderti, come amarti, come stare bene, non aspettare che lo facciano gli altri, che non sempre sono in sintonia con te, non per cattiveria, ma perchè l'animo umano è altro che un labirinto e non tutti vogliono entrare o trovare la via d'uscita o capirti.
    Fai le cose che ti fanno stare bene, il piu' possibile. Indossa l'impermeabile, aiuta senza tirarti indietro ma senza essere sopraffatto dagli eventi. Vivi momenti di follia e quello che il momento ti dice di vivere. Da sola o con gli amici poco importa. Fosse solo anche gustare in santa pace un cannoncino colmo di crema. Perchè se anche questo fa parte della tua vita, vivilo senza vergogna....
    (e queste parole le grido a me stessa, affinchè mi entrino davvero in testa)

    E ora passiamo alla ricetta. Tutta la descrizione la trovate qui

    Pasta Sfoglia per cannoli o cannoncini
    ( con queste dosi ho realizzato 40 cannoncini ed è avanzato metà impasto)

    Ingredienti
    per il panetto
    350 g burro 
    150 g farina 00

    per il pestello
    350 g farina 00
    150 g burro
    20 g sale(io 10g)
    Malto (facoltativo) g 10
    Acqua fredda g 50
    Vino bianco secco g 60

    Per la crema pasticcera
    4 uova
    100 g di zucchero
    40 g di farina
    500 ml di latte
    vanillina

    30 g cioccolato fondente al 90%
    cannella, zenzero disidratato, peperoncino q.b.

    Qui i consigli di Francesca e anche miei ovviamente:
    La consistenza del panetto deve essere simile a quella del pestello. Ma date retta a me, per noi che lavoriamo per lo più tra le mura di casa è meglio se il panetto è un po' duro del pestello.
    – Il burro deve avere buona acidità e resistenza allo stress. Si può utilizzare burro estruso in placche con punto di fusione leggermente più alto del burro (38°C anziché 36°C). Si può, io non l'ho mai usato in vita mia, anzi non credo di averlo mai nemmeno visto questo burro. Utilizzo solitamente burri di ottima qualità con una buona resistenza allo stress.
    Il sale va sciolto nell’acqua del pastello, nella misura di 10-20 g/kg farina
    La sfoglia andrebbe lavorata in un ambiente climatizzato (umidità al 40%), idealmente su un tavolo refrigerato ma anche qui, se siamo a casa nostra e non siamo ancora in grado di cambiare gli eventi atmosferici e le stagioni in corso, non è che non facciamo la pasta sfoglia. Ci attrezziamo e lavoriamo sui tempi di riposo in frigorifero: se è caldo allungheremo i tempi di riposo, faremo raffreddare più volte in frigo. Ricordate che il vero segreto è guardare e toccare la pasta mentre la lavorate nelle varie stratificazioni, lei vi dirà quando è stanca ed ha bisogno di riposare. Se risulterà difficile da stendere durante i giri vorrà dire che è una pasta stressata e che deve riposare, se sentirete la materia grassa trasudare dalla pasta anche; dritta in frigo.
    La pasta sfoglia va tirata sempre nel senso delle due aperture, altrimenti in fase di cottura si ritira
    Rispettate i tempi di riposo. Sempre e comunque anche se non ne avete voglia, ne va del risultato finale. Ricordate che più la farina è forte più i tempi si allungano.


    llungheremo i tempi di riposo, faremo raffreddare più volte in frigo. Ricordate che il vero segreto è guardare e toccare la pasta mentre la lavorate nelle varie stratificazioni, lei vi dirà quando è stanca ed ha bisogno di riposare. Se risulterà difficile da stendere durante i giri vorrà dire che è una pasta stressata e che deve riposare, se sentirete la materia grassa trasudare dalla pasta anche; dritta in frigo.
    La pasta sfoglia va tirata sempre nel senso delle due aperture, altrimenti in fase di cottura si ritira
    Rispettate i tempi di riposo. Sempre e comunque anche se non ne avete voglia, ne va del risultato finale. Ricordate che più la farina è forte più i tempi si allungano.


    anzi, ti ringraziamo per questo bellissimo post. Questo pensiero lo porteranno per sempre con loro. Speriamo di leggerti presto, ti auguro con tutta me stessa, che presto ti riprenda.
    Buonanotte :)
    Inco, Marica&Chiara <3

    Rispondi Elimina
  110. Chiara Setti 30 luglio 2014 07:48

    Ely che bello tornare a leggerti!!!!!! <3

    RisponAxx='comment' kind='b'> sandra pilacchi 30 luglio 2014 09:54

    ciao passerrotto, bentornata!
    sempre speciali i tuoi post, parole foto e ricette.....
    che dirti Ely, che ti voglio bene? <3 <3 <3
    Sandra

    Rispondi Elimina
  111. Alessandra 30 luglio 2014 13:55

    Tutto delicato, leggiadro e romantico come una rosa. Bentornata dolcissima Ely!
    Bacioni
    Alessandra

    Rispondi Elimina
  112. Simo 30 luglio 2014 13:55

    che bello rileggerti tesoro! Come stai?!
    E che ricetta meravigliosa ci hai donato...
    Un bacio grande, grandissimo

    Rispondi Elimina
  113. Mila 30 luglio 2014 14:22

    Ciao cucciola, bello aprire il pc e ritrovarti.... Mi piace passare da te e passare il mio tempo@ tiepido tiffany Il rovo di bosco: Crema tiepida di miglio, agave e gelatina di rose con bastoncini croccanti ai mirtilli rossi icfkybre

    Il rovo di bosco: Crema tiepida di miglio, agave e gelatina di rose con bastoncini croccanti ai mirtilli rossi tiepido tiffany

    Il rovo di bosco

    lunedì 28 luglio 2014

    Crema tiepida di miglio, agave e gelatina di rose con bastoncini croccanti ai mirtilli rossi

    La luce pacifica del tramonto illuminò morbidamente il giardino del vecchio edificio in mattoni, mentre l’aria si vestì di una tenera aura dorata. Luminosi toni aranciati adornavano i profili delle foglie, delle alte cime dei tigli; qualche ape ronzava sognante tra i rami nodosi di un saggio glicine, mentre fitti cespugli di rose mostravano la loro abbondanza attraverso innumerevoli boccioli, contornati delicatamente da linee lucenti dipinte dal sole. Era uno spettacolo troppo bello per essere ignorato: fu così che Marica, lasciando per un attimo la sorellina Chiara a rincorrere alcune farfalle dalle ali turchesi, si fermò per un istante ad ammirarlo. Rapita dal luccichio dei cristalli di rugiada tra le spine, osservò gli intricati disegni che i petali creavano al centro dei fiori; pensò a quanto somigliassero a soffici nuvole, impreziosite da gocce che parevano quasi minuti diamanti. La piccola accostò così il visino ad un bocciolo, chiudendo gli occhi e respirando profondamente la sua delicata fragranza; si abbandonò a quella sensazione meravigliosa, percependo un senso di quiete e di pace: il cinguettio degli uccellini, la brezza tiepida che le sfiorava il viso e quella sorta di silenzio che aleggiava tra gli alberi erano proprio un soffio di paradiso. Persino il rumore cadenzato e sottile delle cesoie di Guglielmo, l’anziano giardiniere, le pareva piacevole e rassicurante: spesso lo osservava mentre lavorava meticolosamente, ogni volta che accomodava le rose o potava qualche siepe. Non sempre Guglielmo sembrava accorgersene, intento com’era ad occuparsi di foglie e fiori: eppure Marica pensò che forse, il più delle volte, non lo desse semplicemente a vedere, pur riconoscendo la presenza di qualcuno che lo stava osservando. Sentendosi improvvisamente sola, la bimba si voltò a cercare con lo sguardo la sorellina Chiara: dopo che la vide ai piedi della grande quercia del giardino, agitò il braccino per chiamarla; Chiara si alzò e raggiunse immediatamente sua sorella nel roseto: iniziarono così ad osservare insieme i gesti lenti e meticolosi dell’anziano Guglielmo, occupato come ogni pomeriggio a spruzzare dell’antiparassitario sul cespuglio di candidi boccioli. Fu quindi inevitabile che, qualche istante dopo, l’uomo sentì addosso i soliti quattro, vispi occhietti, intenti a spiarlo: ma quel pomeriggio decise di interagire e si voltò verso di loro, sorridendo ad entrambe pacatamente. Marica e Chiara ricambiarono con timidezza, abbassando per un istante lo sguardo, nella tenera vergogna di essere state scoperte. < Sono belle queste rose, non trovate? > disse ad alta voce Guglielmo, accarezzando delicatamente quella che teneva tra i rigidi guanti da giardino, mentre le bimbe annuivano con lentezza. < Sapete, sono creature davvero speciali. E hanno un prezioso segreto > continuò. < Davvero? > chiesero curiose le bambine, superando ogni introversione < E quale, possiamo saperlo anche noi? > Guglielmo finse di pensarci un poco, sospirando dubbioso. Aggrottò le sopracciglia e arricciò le labbra sotto i folti baffi bianchi, con aria seriosa: ma quando vide Marica e Chiara deglutire col fiato sospeso, l’anziano giardiniere si lasciò andare ad una sonora risata. < Ma certamente, perché no? > ridacchiò l’uomo, facendo loro cenno di avvicinarsi. Le piccole si affrettarono a sedersi accanto a lui nell’erba e tesero attentamente le orecchie per ascoltarlo. < Dovete sapere che le rose nacquero dal sogno di un bellissimo angelo, che un giorno decise di farlo divenire realtà: si impegnò quindi a forgiarle, perché fossero impalpabili e fragili come i desideri, adoperando veli di nuvole al tramonto e fili lucenti di ragnatele bagnate di rugiada. Adornò con esse i giardini della terra, pensando di fare cosa gradita ai figli del Signore; immaginò che gli uomini potessero essere grati di tanta grazia e bellezza, eppure presto si rese conto di aver commesso un errore. Come ogni essenza pura e gracile, furono purtroppo soggette alla cattiveria e alla crudeltà spesso tipiche di questo mondo: furono offese e maltrattate per egoismo personale; furono maneggiate con superficialità, strappate e tagliate, finendo per appassire lontane dai loro giardini. Fu così che le rose iniziarono a soffrire, profondamente e intensamente, fino a far vincere il sentimento primitivo e graffiante del dolore: quella sensazione che, dopo tanto patire, riesce a rendere spietati anche gli individui più benevoli. Esse seguirono meramente l’istinto e si difesero, coprendosi di spine affilate e appuntite come spade: risposero al male, provocando altro male in chiunque avesse tentato di toccarle ancora. L’angelo che diede loro vita si accorse allora che quelle non erano più le creature innocenti e leggere che aveva plasmato: si domandò come avrebbe potuto convincerle ad essere meno spietate, a tornare ad essere incantevoli come sogni, oltre che un sollievo per gli occhi e per l’anima. Pensò e ripensò a lungo, ci lavorò intensamente, cercando di levigare ogni spina e di renderle nuovamente aggraziate. Ma fu tutto inutile: le rose appassivano e ferivano chiunque tentasse di accostarsi a loro. Eppure fu proprio quando decise di abbandonare il suo capolavoro, affranto e abbattuto, che infine capì: nel suo progetto, visto e rivisto più volte, aveva tralasciato qualcosa di fondamentale. Solo quando per intercessione del Signore le dotò finalmente di un cuore, quando qualcosa palpitò calda nel centro dei loro petali, il suo sogno si concretizzò come da sempre lo aveva immaginato, trasformandosi nell’opera più bella mai vista. Solamente allora queste creature iniziarono a profumare, regalando al mondo un miracolo celeste che inebriò l’aria. Le rose, prima senza una vera e propria anima, capirono così tra un battito e l’altro che amare era l’unica vera difesa che avrebbero potuto adottare contro un’umanità così crudele e opportunista; decisero di imparare dal dolore, che spesso invecchia e abbruttisce, mantenendo le spine ma donando al contempo bellezza, gioia e carezze odorose. Decisero d’essere esempi, decisero di mostrare cosa fossero le virtù del perdono e del coraggio: non importa quanto male avrebbero potuto ancora ricevere, le loro spine sarebbero comunque restate monito ed arma; ebbero il coraggio di sfidare perennemente il gelo e la morte della terra, rifiorendo con testardaggine con l’ennesima bella stagione. Perché per vivere ci vuole proprio questo: testardaggine, coraggio e capacità di perdonare. Soprattutto, è necessario avere un cuore: lo stesso che questi fiori invitano insistentemente ad usare, troppo spesso dimenticato, per far sì che anche l’essere umano possa elevare la sua essenza emanando il profumo dell’anima >. Marica e Chiara, finora perse nella voce rassicurante del vecchio Guglielmo, si guardarono emozionate e stupite. Poi osservarono ancora le rose che avevano attorno, con lo stesso sguardo luminoso di chi legge una bella poesia: potevano percepirne il delizioso e fresco profumo, emanato direttamente dai battiti di preziosi e palpitanti cuori fioriti. < Ora che conoscete il segreto di queste creature > continuò il saggio giardiniere < fatene un buon uso>. Poi, prima di raccogliere le cesoie e di rimettersi nuovamente al lavoro, guardò negli occhi le bambine con amore e terminò: < Non dimenticate mai cosa significa avere un cuore, né soprattutto cosa significa usarlo; rimembrate in ogni istante di ascoltare ogni suo battito e di distinguervi nel dargli ascolto quotidianamente. Siate sempre come le rose: solo così, di fronte alle mille avversità della vita o ad un’esistenza spesso dura e faticosa, renderete comunque il giardino della terra il luogo più profumato e prezioso al mondo >.


    Crema tiepida di miglio, agave e gelatina di rose con bastoncini croccanti ai mirtilli rossi
    Per la crema tiepida (senza glutine, senza lattosio, vegan)
    500 ml latte di miglio ( IsolaBio ) 50 ml di sciroppo d’agave 1 cucchiaino di vaniglia naturale in polvere ( Rapunzel ) 3 cucchiai di gelatina di petali di rose ( Favols ) 25 gr di amido di mais

    Per i bastoncini croccanti ai mirtilli rossi (senza lattosio, vegan)
    2/3 fogli di pasta fillo* Zucchero di canna integrale (o normale se preferite) q.b. Burro di soia ( Provamel ) o in alternativa margarina 100% vegetale senza grassi idrogenati, q.b. Mirtilli rossi essiccati q.b.
    * questi bastoncini croccanti non sono indicati per celiaci poiché la pasta fillo contiene, in questo caso, farina di frumento.
    Preparare la crema mettendo in una casseruola il latte di miglio, lo sciroppo d’agave e la vaniglia. Portare quasi a bollore e aggiungere la gelatina di petali di rosa, mescolando finché non si sarà sciolta. Spegnere il fuoco e lasciare intiepidire. Versare il composto in una ciotola in cui avrete messo l’amido di mais, girando con una forchetta affinché non si creino grumi. Trasferire nuovamente il tutto sul fuoco, mescolando fino ad addensamento. Porre la crema a raffreddare in una ciotola, ben coperta a contatto con della pellicola alimentare. Una volta tiepida, porre in coppette e lasciare riposare fino a che non raggiungerà la temperatura ambiente**. Dedicarsi quindi alla preparazione dei bastoncini in pasta fillo: tagliare i fogli in tanti rettangolini, cospargerli lievemente con un velo di burro di soia (o margarina vegetale) e di zucchero. Posizionare su ciascun rettangolo qualche mirtillo rosso, arrotolarli dal lato lungo e torcerli con delicatezza. Porre in forno caldo a 190°C per ca. 10/15 minuti, fino a doratura. Servire le coppette di crema tiepida con i bastoncini croccanti.
    ** nulla vi vieta di gustarla anche fredda, se preferite. Ma abbiate pietà, qui è da un mese che piove e pare novembre, con gocce d’acqua che sembrano padelle. L’estate finora non l’ho mica vista.. e beviamo ancora cioccolata calda...
    Siate sempre come le rose. Possiate ricordare quanto amare sia l’unica grande risorsa contro l’aridità e il male; possiate percepire sempre ogni battito del cuore, ascoltarlo e assecondarlo ogni giorno, a tal punto da inebriare permanentemente il mondo con lo splendido, indistinguibile profumo della vostra anima.
    …e un pensiero speciale va chiaramente alle due splendide bimbe di questo racconto che, con la loro adorabile mamma, non mancano mai di sognare e fantasticare con me e con le mie storie!
    Anche se purtroppo è spesso ormai difficile trovare del tempo per rifugiarmi nel mio amato bosco, non manco di passarci appena posso: i giorni, le settimane o i mesi passati sembrano così essere stati meno lunghi e mi pare di avervi lasciato solamente ieri. Vi abbraccio tutte/i con affetto e, come sempre, a presto. Lo spero davvero.

    Pubblicato da Ely a 23:06 Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest 183 commenti:
    1. sabina 29 luglio 2014 04:30

      ma ciaooooo bentornata.....che meraviglia la tua crema, sono le 4 del mattino, sono senza occhiali e non vedo nulla quindi leggerò domani il tuo post
      un bacione
      sabina

      Rispondi Elimina
    2. Sandra dolce forno 29 luglio 2014 06:57

      E' una gioia rileggerti, come sempre..carissima Ely!!!
      Il tuo tenero racconto, la tua ricetta delicata, il tuo scrivere, che bello!!!
      Il tempo è inclemente ovunque, non ti dico qui al mare..sorvoliamo, va!
      Un abbraccio cara, fortissimo, e a presto. Lo spero tanto ♥

      Rispondi Elimina
    3. ❀~ Simo ♥~ 29 luglio 2014 08:28

      Un ritorno silenzioso, delicato ma in grande stile....un abbraccio

      Rispondi Elimina
    4. Erica Di Paolo 29 luglio 2014 09:04

      Stamani ho aperto la mia pagina, come tutte le mattine. E mi sono detta "sento che Elisa ha scritto". Eccomi, tu hai scritto e io "ti leggo". Leggo come le lunghe salite siano di grande insegnamento, di come le fatiche si trasformino in forza e di quanto la sensibilità accompagni ogni tuo passo.
      Trovo che la rosa sia l'emblema della vita e tu non solo ce l'hai raccontato con delicatezza e poesia, ma ce l'hai anche fatto assaggiare con questa crema delicata e magica. Come te.
      In questo silenzioso e costante pensiero, spero sempre che la tua lotta ti porti ad una vetta di pace e serenità. Ma in questa lotta ci sono anche io, e sono felice di sapere che.... è come se non ti lasciassi sola. Con questo amore elogiato nelle tue parole, pieno di rispetto e forza, ti abbraccio e ti auguro quella serenità che il tuo bosco riesce a trasmetterti.
      Ti voglio bene dolce creatura.

      Rispondi Elimina
    5. Ely Mazzini 29 luglio 2014 09:17

      Dolce Ely, sei il mio raggio di sole in questa oserei dire "novembrina" giornata di fine luglio. Riesci sempre con le tue delicate parole e le tue deliziose ricette, a regalarmi un pizzico di felicità, sei come una boccata d'aria pura <3
      Un mix di profumi, consistenze e sapori davvero speciale nella tua proposta di oggi!!!
      Un affettuosissimo abbraccio, spero a presto...

      Rispondi Elimina
    6. Claudia 29 luglio 2014 09:31

      Ciaooooooooo era così tanto tempo che non aggiornavi più.. spero tutto bene!Mi mancavano questi tuoi racconti ricchi di poesia ed emozioni! Bellissima la storia della rosa.. noi tutti dovremmo essere come loro.. belle.. fragili.. con un cuore grande.. ma con delle spine che possano difenderci e renderci poco più forti di fronte agli imprevisti della vita... Ti abbraccio..

      Rispondi Elimina
    7. Michela Sassi 29 luglio 2014 10:52

      Ely, che bello leggere le tue parole, la tua dolcezza e la tua ricchezza interiore, mi danno serenità!
      Un abbraccio enorme, spero tu stia meglio... io affondo il cucchiaino nella tua prelibatezza!
      Un pensiero.

      Rispondi Elimina
    8. Emanuela Leveratto 29 luglio 2014 11:36

      Ciao!!!! che bello risentirti!!! vorrei avere la tua forza invece mi manca spesso e spesso vorrei non averlo un cuore per non soffrire spero di risentirti presto!!!

      Rispondi Elimina
    9. Peanut 29 luglio 2014 11:47

      Ely :) mi torni in mente spesso. Pur non essendo presente come una volta, sta' sicura che sei sempre nel cuore di molte persone, che riescono ad avere un pensiero per te anche se non ti vediamo direttamente.
      Il racconto di oggi sembra un po' la storia della mia vita, di come inizialmente fossi come le rose, anche se le spine, più che verso gli altri, erano rivolte soprattutto a me. Imparando il perdono, la tolleranza, la comprensione credo di essermi fatta uno dei più grandi regali: per quanto la vita non sia generosa con te ci sono sempre due modi per affrontare le cose, e scegliere quello che ti trascina più giù, anche se spesso più immediato, non ti fa crescere e non ti permette di essere sereno anche in mezzo alle difficoltà, perchè si può.
      Un forte abbraccio dolce Ely, delicata come un petalo ma forte come una spina <3
      Spero di ritrovarti presto :*

      Rispondi Elimina
    10. Giulia 29 luglio 2014 14:31

      E' sempre un piacere rileggerti. E poi torni con u