Maglia Gioielli - Gemmologia collana a ferro di cavallo tiffany

Gemmologia

A


Ambra

Ambra

AMBRA

Etimologia:

Dall’Arabo Anbar attraverso il latino medievale Amber=Dorato, in riferimento all'usuale colore giallo.

Composizione: Succinite 79%, Carbonio 10,5%, + Ossigeno + idrogeno Solforato  C 10 H 16 O+H 2 S
Durezza: 2-2,5 Succinite Retinite Rumenite    1,5-2 Simetite     2,5-3 Birmite
Peso Specifico: 1,05-1,095 usuale
Classificazione: Sostanza vegetale fossilizzata allo stato amorfo
Morfologia: Struttura omogenea stratificata a forma di: Granuli, Sfere, Gocce, Grumi, Noduli, Lamine, Ciottoli
C.Polvere     Bianca
Sfaldatura   Assente
Frattura      Concoide
Tenacità     Fragile ma lavorabile,nel tempo mostra microfessure
Genesi        Organogena
Paragenesi    Gedanite
Giacitura: Succinite Blue-Ground, Marina
Indice di Rifrazione: Da 1,539 a 1,545  usuale 1,542
Carattere  Ottico: Assente perché amorfa, comune forte biassicità anomala di tensione rivelabile al polariscopio a filtri incrociati perchè mostra bande chiare
Birifrangenza Assente perchè amorfa
Trasparenza: Trasparente   Semitrasparente   Traslucido   Semitraslucido   Opaco
Lucentezza: Da Grassa a Resinosa nelle superfici noduli;
Da Resinosa a Subvitrea nelle facce lucidate delle pietre
Fluorescenza agli U.V.: Succinite lungabanda da forte a debole Bianco bluastra; corta banda debole Verde senape
Inclusioni: Succinite bolle sferiche di gas liquido, linee di scorrimento; Insetti; Pezzetti di Piante; Pirite; Fratture

Resina fossile proveniente da una pianta, la conifera Pinus succinifera attualmente estinta, che ne produceva in grandi quantità.

I giacimenti più noti sono quelli della penisola di Samland, sul Baltico, dove, sotto circa trenta metri di sabbia ci sono banchi di argilla che contengono l'ambra. Il suo colore spazia dal giallo chiaro e giallo oro, al rosso, azzurro, bianco, nero e verde. Si presenta a gocce o anche a blocchi. Galleggia nell'acqua salata perchè è molto leggera ed è facile trovare al suo interno insetti o frammenti di piante, bolle d'aria fossile. E' molto infiammabile e, se strofinata, attira piccoli pezzi di carta. I romani la chiamavano succinum, succo, E' infiammabile tanto che in Germania viene denominata Bernstein= Pietra che Brucia; inoltre quella di colore tenue nel tempo scurisce e si  fessura.

L’Ambra se sfregata con un panno si carica elettricamente attirando la polvere e piccole fibre ed a ciò deve il nome datole dai Greci “Elektron”, usualmente viene identificata per il suo peso specifico; ponendo la gemma in esame in una soluzione satura di sale da cucina (10 cucchiai rasi di sale in un bicchiere d’acqua) questa rimarrà in superficie mentre la maggior parte dei sostituti ed imitazioni affonderanno ad eccezione della Copale,della Gedanite e dell’Ambroide.

Trattamenti

Riscaldando lentamente per un tempo lungo (parecchi giorni) fino a 130°C in olio di Colza o a secco, occasionalmente dell’Ambra torbida questa schiarisce in modo stabile, lo si può scoprire  al microscopio in quanto si vedranno delle fessure generate dal riscaldamento che si manifestano per il luccichio; per l’Ambra così trattata si deve evitare il calore e la pressione. Riscaldando occasionalmente dell’Ambra debolmente colorata o opaca si ottiene in modo stabile Ambra di colore intenso (Invecchiamento) e quella opaca per presenza di bollicine e fratture migliora la trasparenza ed il trattamento non è identificabile.

Ambra può venir occasionalmente tinta con colori a volte forti ed a volte deboli in modo più o meno stabile a seconda della stabilità del colorante impiegato. Questo trattamento si può riconoscere attraverso l’esame microscopico perchè risulterà il colore confinato nella superficie o nelle fratture. L’Ambra così trattata deve rimanere lontana da fonti di luce forte.

Riscaldando a volte con olio di Ravizzone dell’Ambra, comunemente in modo stabile, si producono delle fessure discoidali (figure di tensione) che si colorano in modo vistoso tanto che sembrano pagliuzze d’oro; il trattamento s’identifica al microscopio in quanto le fratture arrivano fino alla superficie. All’Ambra così trattata si devono evitare il contatto con le fonti di calore e bruschi cambiamenti di pressione

Le varietà di Ambra di colore, Azzurro, Bleu, Verde, Verde intenso trasparente e Rosso traslucido secondo il GIA sono rarissime, ma l’Ambra oltre che per il colore viene suddivisa anche per il grado di trasparenza in: Limpida, Nebulosa, Grassa,Torbida, Fortemente Torbida, Bastarda, Schiumosa che risulta quest’ultima di colore Bianco gessoso simile all’Avorio.

L’Ambra può somigliare alla Gedanite, alla Copale,al Quarzo citrino, al Calcedonio, all’Ambroide e può essere imitata dalle Plastiche (Galalite, Bakelite, Celluloide, Amerdan, Bernat) e dalle Paste Vitree.

 

CENNI STORICI

Secondo certi punti di vista l'ambra è un interessante materiale gemmifero. Per esempio, si è creduto a lungo che avesse efficaci poteri come medicinale, soprattutto nell'alleviare i dolori dal gozzo. Forse questa credenza deriva dal fatto che l'ambra possiede insolite qualità elettriche.

Secondo antichi testi, l'ambra è stata usata dall'uomo sin dalle origini. I Greci credevano che fosse luce del sole solidificata, galleggiante sul mare e formatasi per distacco dal sole, al momento del tramonto quando l'astro sprofondava nell'acqua. Alcuni dei primissimi commerci intrapresi da varie civiltà coinvolgevano l'ambra. I fenici organizzarono alcuni dei loro primi viaggi per prendere l'ambra nel mar Baltico e lo stagno in Inghilterra.

Già ai tempi di Plinio la conifera la cui resina solidificandosi diventava Ambra era estinta e l'ambra ormai un prodotto fossile; tuttavia a conferma che essa nasceva liquida, egli aveva osservato che all'interno dei blocchi trasparenti spesso si trovavano piccoli insetti o erbe e fiori, evidentemente imprigionati nella goccioa viscosa quando era ancora allo stato fluido.

Antichissima l'ambra è e più volte menzionata nei poemi omerici come prezioso materiale per monili.

Erodoto pensava si trovasse nel Po e Plinio conferma il dato ricordando che il prezioso materiale era spesso presente negli ornamenti delle donne padane e che in quella zona se ne facesse uso per le affezioni alla gola e alle tonsille.

Già nell'antichità era il mar baltico la zona di provenienza dell'ambra: essa una volta caduta dagli alberi, grazie alla sua leggerezza avrebbe galleggiato sulle onde del mare dalla quale sarebbe stata raccolta.Materiale magico l'ambra ha la capacità di attrasse la cenere e la paglia e portata al collo era considerata uno straordinario amuleto per fanciulli, efficace per la cura delle febbri.Secondo gli autori cinquecenteschi avrebbe reso meno doloroso e più breve il parto,risolto i casi di avvelenamento e soprattutto avrebbe rivelato le menzogne femminili.

Simile al sole per colore e brillantezza, e per Plinio originata come secrezione dei raggi solari, l'ambra, secondo gli astrologi ricavava dall'astro la propria capacità terapeutica trasfenencone la forza vitale sugli esseri umani e la sua capacità di contrastare la vecchiaia.

 

L'ambra era così valutata dai romani che, secondo Plinio, una piccola figura intagliata in questo materiale "valeva più di uno schiavo sano". Durante un certo periodo le donne romane presero l'abitudine di tenere in mano un piccolo pezzo d'ambra per il delicato profumo balsamico che essa emana quando veniva riscaldata in questo modo.

Durante il XIII° secolo e oltre, l'ambra fu ampiamente usata per oggetti ornamentali e la lavorazione veniva effettuata soprattutto nell'Europa settentrionale dalle "corporazioni dei tornitori". Venivano fatte graziose scatole per cipria e bottigliette per profumi, spesso ricavate da un solo pezzo, e rifinite in filigrana d'oro o d'argento con pietre preziose. Anche l'epoca barocca influenzò l'arte dell'ambra; bizzarri portagioielli e scrigni - persino credenze con colonne, pareti e porte di differenti colori - risalgono a questo periodo. Altri preziosi oggetti in ambra erano cornici per specchi, calici e vasi intarsiati d'oro, argento o smalto. I musei di Berlino, Dresda e Mosca conservano splendidi esemplari antichi di artistici oggetti in ambra.

 

 


Ametista

Ametista

AMETISTA

Etimologia:
Il termine ametista deriva dal greco améthystos che significa "non ebbro".

Questa varietà di quarzo, che è la più conosciuta,varia per colore dal violetto al porpora rossastro ed ha spesso una tonalità tenue.

Particolarmente apprezzati sono i campioni dal colore intenso ed uniforme. Una distribuzione irregolare del colore soprattutto nei campioni più grandi è piuttosto comune. Le gemme più pregiate presentano una tinta che varia dal rosso purpureo intenso al rosso-porpora e sono conosciute in commercio mome ametiste degli Urali o siberiane.Questi nomi si ferivano in origine a località geografiche, ma ora sono universalmente accettati come riferimento ad una qualità più che ad una fonte.

Pietra abbastanza dura (7 scala Mohs) tende a schiarirsi al sole. Proviene soparattutto da giacimenti brasiliani e uruguayani.

CENNI STORICI
Il suo presunto potere di curare o prevenire ha origine da un antico mito greco il quale racconta che il Dio Bacco, offeso per qualche negligenza della dea Diana, decise di vendicarsi dichiarando che la prima persona che avesse incontrato sarebbe stata divorata dalle tigri. La bella vergine Ametista attraversò il suo cammino, una bellissima giovane fancuilla che andava a pagare il suo tributo alla dea Diana. Come le bestie le saltarono addosso, ella invocò la dea Diana. Diana trasformò ametista in una statua di quarzo puro e cristallino per proteggerla dagli artigli feroci. Dopo aver visto ciò, Bacco si pentì e versò il succo dell'uva sul corpo pietrificato conferendogli così la sua splendida tinta porpora. A causa della connessione con il dio Bacco, si è creduto a lungo che il vino bevuto da una coppa di ametista proteggesse il bevitore dal perdere il buon senso durante i banchetti.

Poichè fu una delle prime pietre preziose ad essere usata dall'uomo, molte altre leggende erano state ad esse associate. I nostri antenati credevano che sveltisse l'intelligenza e che quindi rendesse colui che la portasse astuto negli affari, che proteggesse il soldato e gli conferisse la vittoria, che aiutasse i cacciatori, proteggesse contro le malattie contagiose e controllasse i cattivi pensieri. Caterina la grande apprezzava molto l'ametista ed inviò migliaia di uomini nelle miniere degli Urali alla ricerca di questa gemma. Le sue grandi collezioni di smeraldi e ametiste furono vendute dal governo russo attorno al 1906, benchè molti bei campioni di quest'ultime facciano ancora parte del tesoro sovietico. Un certo numero di belle ametiste si trova nelle insegne della corona inglese. Il globo, una sfera di tredici centimetri di diametro, che rappresenta il dominio della religione cristiana sul mondo, contiene un'ametista splendidamente colorata.





Ammonite

Ammonite

 

AMMONITE

Etimologia:

Dal nome del Dio Egizio Ammon, per la forma a spirale della conchiglia che somiglia molto a quella del simbolo  del Dio, un corno ritorto.

Le Ammoniti sono molluschi cefalopodi estintisi alla fine del mesozoico. Dominatrici dei mari per più di duecento milioni di anni, si estinsero su tutta la terra contemporaneamente ai Dinosauri. La conchiglia, unica parte che conosciamo, è formata da un tubo conico, generalmente avvolto a spirale e suddiviso in camere per mezzo di setti. La linea di contatto tra il setto e la parete del guscio è chiamata sutura. Le suture sono evidenti sul modello interno e costituiscono una delle caratteristiche principali per la determinazione delle Ammoniti. L'Ornamentazione è data da costa radianti a volte flessuose, da nodi, tubercoli, solchi e carene. Le ammoniti venivano chiamate Pietre di Ammone per la rassomiglianza con le corna di Ammone, dio egizio della vita e della fertilità, ed erano apprezzate dagli antichi per la loro bellezza geometrica. Solo nel XVIII secolo furono riconosciute come resti di antichi organismi.




Avorio

Avorio

AVORIO

Etimologia:

Dal Latino Ebur attraverso il Latino tardo Eboreus=Osso di elefante

Gemma organogena, l'avorio è materiale organico derivato dalle zanne di elefante. Per combattere lo sterminio degli elefanti, attualmente è vietata  l'esportazione di avorio dall'Africa e l'importazione in Italia. Il materiale oggi in commercio proviene da zanne di mammouth. Il colore è il bianco crema e la sua tenerezza  ne consente qualsiasi utilizzo. In passato è stato impiegato per le stecche dei ventagli, i tasti dei pianoforti e le palle da biliardo.

Note per  l’Analisi

Sostanza organica d’origine animale in quanto ricavata dalle zanne degli elefanti Africani ed Indiani che, al contatto con una goccia di acido cloridrico produce effervescenza ed appena levigato mostra aspetto morbido traslucido tanto da sembrare essere stato immerso nell’olio e difficilmente si vedono le linee curve caratteristiche. L’Avorio del Gabon è apprezzato per la caratteristica colorazione Bionda e per la sua translucenza; quello Tanzaniano è considerato quello di qualità migliore ed è denominato Avorio Verde; quello del Sud Africa mostra una morbida colorazione a volte Giallastra raramente Bianca; mentre quello dell’Angola mostra lucentezza quasi vetrosa ed è denominato Avorio duro. Visto il pericolo incombente d’estinzione venne siglata nel 1973 una Convenzione di salvaguardia degli elefanti  da parte di 112 Paesi con la quale si proibì il commercio dell’Avorio di zanna e pertanto s’incrementò  quello vegetale. L’Avorio può somigliare all’Avorio vegetale (Corozo), all’Osso, all’Opale Bianco, al Corallo Bianco, al Calcedonio Bianco e può essere imitato dall'Avorio artificiale, dalla Porcellana, dal Vetro e dalle Plastiche.

Trattamenti

Avorio con colorazione non uniforme viene comunemente sbiancato in modo stabile sottoponendolo ad un bagno di Acqua Ossigenata o Candeggina.Il trattamento è pressochè impossibile si possa riconoscere ed il materiale così trattato non necessita di alcuna precauzione.

Avorio appena lavorato (Giovane) viene comunemente invecchiato (Ingiallimento) in modo stabile con leggero riscaldamento, oppure applicando dell’olio sulla superficie e successiva esposizione al sole .Il trattamento è pressochè impossibile si possa riconoscere ed il materiale  così trattato non necessita di alcuna precauzione. Di questo trattamento sono maestri insuperati i Giapponesi.

L’Avorio a volte per necessità decorative viene tinto e pitturato in una vasta gamma di colori con coloranti naturali e sintetici in modo stabile. Il riconoscimento del trattamento di colori innaturali dell’Avorio è immediato mentre nel caso di Avorio tinto di Blu con Sali di Rame ad imitazione dell’Odontolite si riconosce dallo spettro d’assorbimento perchè diverso da quello della Odontolite.


Avventurina

Avventurina

 

AVVENTURINA

Etimologia:

Deriva dall’antico italiano “ a ventura” e indica una pietra della famiglia dei quarzi, somigliante ad un tipo di vetro fabbricato nella Venezia del XVIII secolo, che ricorda la posizione disposta a caso “a ventura” di piccole pagliuzze di mica, ricco di in ohwodhvc. tiffany usclusioni cristalline, che conferiscono alla pietra uno scintillio diffuso. Il colore varia da verde chiaro a scuro, rosso e blu. Le avventurine blu devono il colore allla presenza di dumoriertite, quelle rosse a inclusioni di ematite. Le inclusioni determinano una certa porosità.

Il quarzo avventurina è un calcedonio traslucido in aggregati granulari con piccole inclusioni che riflettono la luce causando il fenomeno dell'avventurescenza.


Tali lamelline sono normalmente miche (fuchsite, actinolite, goethite ed altre) o cloriti, che conferiscono alla pietra un brillante colore bruno o verde (quest'ultimo colore grazie soprattutto alla fuchsite). In presenza di muscovite, si hanno dei riflessi argentei; mentre  esiste una varietà oligoclastica (l'avventurina orientalepietra di sole), in cui l'abbondanza di depositi di ematite provoca dei riflessi interni rossi. È considerata in generale una pietra da taglio di pregio.

L'aspetto risulta come quello di un materiale in cui siano distribuite a caso piccole pagliuzze. Dall'avventurina, prese il nome un tipo di vetro inventato a Venezia nel XVII secolo.

Il quarzo avventurina verde è estratto soprattutto in Brasile, Cina, India e Russia, mentre quello bruno proviene prevalentemente dal Brasile.





B


Berillo

Berillo

BERILLO

Etimologia:

Dal Latino Beryllus o Berullus attraverso il Greco Beeryllos a sua volta derivante dall’Indiano antico Vaidurya che secondo Plinio significherebbe  Pietra Verde come l’acqua di mare.

Note per l’Analisi

Il Berillo è un minerale allocromatico, (se è puro è incolore), mentre il colore Verde intenso dello Smeraldo è dovuto alla presenza nell’abito cristallino alla presenza di Ossido di Cromo trivalente, a volte rafforzato da Ossido di Vanadio o da Ossido di Ferro trivalente; quindi il colore Verde erba chiaro è dovuto all’Ossido di Vanadio; il colore Verde chiaro è dovuto all’Ossido di Ferro bivalente;il colore Giallo è dovuto all’Ossido di Ferro trivalente; il colore Giallo verde è dovuto agli Ossidi di Ferro trivalente ed Uranio; il colore Rosa è dovuto agli Ossidi di Manganese e Cesio; il colore Rosso è dovuto all’Ossido di Manganese; il colore Azzurro è dovuto all’Ossido di Ferro bivalente; il colore Blu cobalto del Berillo Maxixe è dovuto ad un centro di colore instabile dopo irraggiamento per la presenza come impurezza di un Nitrato, mentre in quello tipo Maxixe di un Carbonato.

La varietà più conosciuta e apprezzata di Berillo è lo Smeraldo, che nella qualità gemmifera proviene dalla Colombia (Muzo; Cosquez; Chivor; Gashala; Buenavista), dal Brasile (Bahia; Gojas; Minas Gerais), dallo Zimbabwe (Sandawana), dallo Zambia(Kitwe), dal Sud Africa (Transvaal),dalla Tanzania (L.Manyara), dall’India (Rajasthan), dal Pakistan (Swata Mingora),dalla Russia (Urali).

Lo Smeraldo in quasi tutte le gemme mostra inclusioni Verdi dette a giardino, che non diminuiscono il valore della pietra purché non siano troppo visibili.

Uno Smeraldo non va osservato al microscopio come un Diamante, perché la grande quantità d’inclusioni presenti potrebbe condizionare negativamente l'osservatore.  La condizione migliore per apprezzarlo, quindi, è quella di guardarlo lontano da fonti di luce troppo intense che lo snaturano, ma alla luce naturale ad una distanza di cinquanta centimetri dagli occhi osservandone profondità, lucentezza, trasparenza ed omogeneità di colore.

Prima di acquistare uno Smeraldo sarebbe opportuno entrare in un bar e farsi servire un bicchiere di acqua e menta perché questo è il colore che deve avere uno Smeraldo,oltre ad essere trasparente, luminoso,splendente, piacevole a vedersi in quanto è una gemma a cui non si addice la mediocrità.

Lo Smeraldo può mostrare una distribuzione del colore a bande o a macchie di due tonalità di Verde. Quando è tagliato un cristallo con zonatura di colore il lapidario terrà la parte colorata di più nel padiglione.

Lo Smeraldo naturale si può distinguere da quello sintetico, verificando il grado di trasparenza ai raggi U.V.  corta banda ponendo la gemma in esame sulla fessura di un cono con le pareti interne opache e scure il tutto applicato alla lampada U.V.,fatto ciò si pone sotto un minerale altamente fluorescente come la Scheelite che se risulta eccitato significa che la gemma in esame è trasparente pertanto è uno Smeraldo sintetico,mentre se la Scheelite è rimasta inerte significa che la gemma in esame è opaca prerogativa degli Smeraldi naturali.

Nelle miniere di Muzo e Pena Blanca si trovano dei cristalli particolari di Smeraldo con il centro scuro da cui si diramano verso la periferia dei raggi dello stesso colore che per questa configurazione simile agli ingranaggi del mulino della canna da zucchero Trapiche viene denominato Smeraldo Trapiche.

Il nucleo ed i raggi dello Smeraldo Trapiche di Muzo di colore Nerastro verde è costituito da materiale che accompagna gli Smeraldi nella roccia e dai minatori detto Moralla,mentre quello di provenienza Pena Blanca di colore Grigiastro verdino sono costituiti da una mistura di Albite e Smeraldo.

La varietà Azzurra di Berillo è denominata Acquamarina perché il colore è simile a quello dell’Acqua di mare che nella qualità gemmifera proviene dal Brasile (MinasGerais; Gojas; Bahia; Espirito Santo; Rio Grande do Norte). Madagascar (Androna), Mozambico, Namibia (Kleine Spitz Koplje), Russia (Urali); Siberia).

Contrariamente allo Smeraldo,  l’Acquamarina generalmente è pura essendo come gemma ricavata da cristalli di grandi dimensioni,mostra lucentezza vitrea unita a una trasparenza eccezionale, inoltre vista l’usuale tonalità tenue necessita di tagli di grossa caratura,in modo da costituire un padiglione profondo affinché rafforzi il colore quando si guarda la gemma dalla tavola. L’Acquamarina Malgascia di un meraviglioso Blu chiaro è quella di qualità migliore e la più apprezzata; quelle di altre provenienze ma di simile colore usualmente rafforzato con il riscaldamento, nonché le rare gemme Brasiliane di pari intensità di colore ricavate dal cuore di grossi cristalli trasparenti, vengono dette del Madagascar.

La varietà Rosa di Berillo è denominata Morganite in onore del collezionista Statunitense J.P.Morgan,chenella qualità gemmifera proviene dal Madagascar dal Brasile(MinasGerais),Usa(California),Mozambico,Russia(Urali). La Morganite mostra indice di rifrazione e densità più alti fra tutte le varietà di Berillo perché nell’abito cristallino vi è la presenza dei metalli alcalini Litio e Cesio inoltre responsabili del colore e della forma tozza o tabulare dei cristalli. Le gemme di Morganite generalmente sono pure o con poche inclusioni e mostrano lucentezza vitrea liquida,ottima trasparenza,anche questa varietà di Berillo usualmente di tonalità è tenue a volte migliorata da trattamento termico.

La varietà Eliodoro che deve il suo nome a due radici Greche Doron=Donare e Helios=Sole, Dono del Sole, che nella qualità gemmifera proviene dalla Namibia (Swakopomund) e dal Brasile, il quale è un Berillo il cui colore Gialloverde o Giallo limone sembra siano dovuti agli Ossidi di Ferro e Uranio per la comune giacitura in zone ove sono cadute molte meteoriti che all’analisi spettroscopica,hanno mostrato essere costituite di Pecblenda (Ossido di Uranio)come quelle dei monti Rossing nello Swakopoumond. L’Eliodoro riscaldato fino a 250°C diviene Incolore; questa è una varietà di Berillo apprezzata dai collezionisti.

Altra varietà di Berillo d’esclusivo interesse da collezione è il Berillo Rosso che nella qualità gemmifera proviene dagli Usa (Utah alle Wha Wha                                                                                 Mountains) perché è molto raro e, quei pochi cristalli che sono trovati nelle Rioliti (rocce magmatiche effusive) usualmente sono inclusi e fratturati quindi le gemme che si ottengono, sono poco adatte all’impiego in gioielleria. Altre peculiarità di questo Berillo sono l’assenza dell’acqua nel cristallo e dimensioni ridotte che permettono di rado gemme di un carato di peso.

Le molteplici varietà di Berillo, secondo il colore, assomigliano: ai Granati,al Dioptasio,allo Spodumene,alla Tormalina,all’Olivina,al Diopside,   allo Zircone,alla Titanite,al Crisoberillo,allo Spinello,all’Andalusite,al Topazio,al Corindone,alle Giade,al Diamante,all’Apatite,alla Cianite,alla   Fluorite,alla Kornerupina,all’Euclasio,alla Lazulite,alla Cordierite,alla Benitoite,alla Sodalite,alla Fenacite,all’Apofillite ,all’Epidoto,al Quarzo, alla Labradorite,all’Axinite,alla Berillonite,alla Stibiotantalite,alla Cassiterite, alla Sillimanite, alla Scapolite, alla Danburite, alla Brasilianite inoltre può essere imitato da Smeraldo sintetico, da Spinello sintetico,da Doppiette,da Triplette,da Paste Vitree e da Plastiche


Trattamenti

Il riscaldamento fino a 400°C per circa un’ora o poco più di Berillo Arancio brutto o Rosa aranciato comunemente si trasforma in Berillo Rosa (Morganite) in modo stabile. Il trattamento usualmente è eseguito in una provetta con copertura del minerale con sabbia o con carbone oppure ricoprendo la gemma con argilla; il trattamento non è identificabile,anzi in alcuni casi vengono eliminate delle inclusioni bifasi. Per queste gemme si deve far attenzione a mantenerle lontane  dalle alte temperature.

Con il Riscaldamento fino a 250°C per poco tempo di Berilli di colore Verde chiaro,Verde giallo,Giallo verdino,oppure di Acquamarine Verdine comunemente si ottiene Acquamarina Azzurra in modo stabile. Il trattamento usualmente viene eseguito ricoprendo la gemma di argilla ma può essere fatto in provetta con la copertura di sabbia o carbone e non è identificabile,qualcuno suggerisce l’impiego del dicroscopio in quanto in questi Berilli risulterebbe  un dicroismo debolissimo ma purtroppo è difficile distinguerlo da quello debole dell’Acquamarina non trattata. Con il riscaldamento fino a 250°C per poco tempo di Berillo Giallino o Gialloverdino di provenienza Brasile si ottiene Berillo Incolore in modo stabile. Il trattamento è eseguito di rado ricoprendo la gemma di argilla ,non è identificabile. Per queste gemme si deve fare attenzione a tenerle lontane da alte temperature.

Con il riscaldamento fino a 300°C per poco tempo da alcuni Smeraldi Verde giallino saltuariamente si ottiene il colore Verde senza la componente Gialla in modo stabile. Il trattamento è fatto ricoprendo la gemma di argilla e non è identificabile. Il rivestimento plastico (impregnazione in olio incolore, in paraffina, o in plastica) è quel trattamento superficiale fatto per nascondere o rendere meno evidenti le fratture di uno Smeraldo o di un Berillo pallido, del quale ci s’avvale di rado e la cui stabilità è scarsa per la facile scalfibilità e per la facilità di scioglimento al calore anche di modesta entità. Iltrattamento è rilevabile al microscopio osservando la gemma immersa in acqua od altri liquidi oppure in luce trasmessa attraverso un diffusore di plastica traslucida bianca,in quanto mostra il colore confinato in superficie, inoltre allo spettroscopio mostra lo spettro di assorbimento del colorante Verde anziché quello caratteristico del Cromo.

Più difficile è riconoscere l’impregnazione in olio incolore quando questi non è fluorescente a volte al microscopio si può vedere un debole contorno alla frattura oppure quando si avvicina una punta calda alla parte della gemma che si sospetta imbevuta d’olio si noterà un certo trasudamemento. Tutte le gemme ottenute con questo trattamento devono stare lontane da fonti di calore.

Con l’irraggiamento di raggi X, elettroni, neutroni e raggi U.V.corta banda si ottiene occasionalmente da Berillo Incolore o Rosa pallido di provenienza Brasile (Maxixe; Catarica), USA (North Carolina), Zimbawe Berillo Blu intenso che sbiadisce quando viene esposto alla luce ed al calore in quanto dovuto ad un centro di colore instabile originato  dalla presenza come impurità di un Nitrato nel Maxixe e di un Carbonato nel tipo Maxixe.Sia il trattamento che il  Berillo Blu intenso non trattato si differenziano dall’Acquamarina per presenza allo spettroscopio di bande forti a 6970A ed a 6570A nel Rosso e bande deboli a 6280A a 6150A nell’Arancio a 5810A nel Giallo,perciò diverso da quello dell’Acquamarina, inoltre per dicroismo che risulta più forte ed inverso a quello dell’Acquamarina riscontrabile al polariscopio a filtri paralleli ruotando secondo l’asse ottico il Berillo Maxixe ed il tipo Maxixe questi mostrano un solo colore il più scuro e l’Acquamarina un solo colore il più chiaro,mentre se pone la gemma ruotata di 90° rispetto all’asse ottico il Berillo Maxixe ed il tipo Maxixe mostrano sempre due colori i più chiari,mentre l’Acquamarina mostra sempre due ma quelli più scuri.

Valore

Per attribuire la qualifica ottima (Top Gem) a uno Smeraldo questi deve possedere,una tonalità intensa di un Verde tendente al Blu,pochissimo imperfezioni interne e non visibili ad occhio nudo affinché sia limpido e trasparente,distribuzione del colore uniforme su tutta la gemma e non a macchie,il taglio sia a gradini perfetto in modo che raccolga tutta la luce possibile per trasmetterla alla tavola.

Gemme di una certa caratura 3-5ct. con le caratteristiche Top Gem,cioè colore Verde vivido,aspetto vellutato,luminose,limpide e trasparenti, possono valere anche di più di un Diamante di pari peso e qualità.

Per L’Acquamarina alla qualifica di Top Gem oltre alla qualità di colore ed il più pregiato è quello Blu chiaro,detto del Madagascar,concorrono la purezza la perfezione del taglio e in misura molto minore la caratura.

Per la Morganite l’Eliodoro e il Berillo Aureo che ne determina il valore è la tonalità di colore,vista la difficoltà a reperire gemme di colore intenso e quelle poche che raramente si vedono nel commercio sono appannaggio dei collezionisti a maggior ragione se sono di grossa caratura.

Per il Berillo Rosso vista la rarità e le molte caratteristiche interne ha valore solo per i collezionisti e di una certa levatura visto il costo;lo stesso vale per le gemme con gli effetti ottici(Occhio di gatto;Asteria)per le quali è difficile esprimere un valore se non in presenza dell’esemplare.




C


Calcedonio

Calcedonio

CALCEDONIO

Etimologia:

Dal Greco Kalkeedoon o Chalkedon nome di un antico porto vicino a Bisanzio sul Mar della Marmora da dove sembra sia pervenuto in origine.

Calcedonio è la denominazione data a tutto il minerale quarzifero cripto- cristallino con sruttura di aggregato di fibre sottili parallele e disposte perpendicolarmente alla superficie esterna ed annegate in gel di silice (Opale)che assume conformazione stalattitica,botrioidale,reniforme,pertanto sempre poroso e quindi facilmente colorabile artificialmente ma mai a bande ad eccezione delle varietà Agata ed Onice.Fra tutte le varietà di Calcedonio quella più pregiata è sicuramente il

Crisoprasio significante Verdeporro in riferimento al colore Verdegiallino, Verdeporro, Verdemela, dovuto al Nichelio presente sotto forma di silicato idrato fino nella misura dell’1% e si rinviene nella zona d’alterazione delle miniere di Nichel o di Serpentini nichiliferi in noduli o lenti o riempimenti di spaccature.

Il colore del Crisoprasio è poco stabile tanto che un lieve riscaldamento od esposizione prolungata alla luce solare lo schiarisce anche in modo sensibile,sembra per disidratazione del silicato di Nichelio tanto che se lo si pone in ambiente umido riprende il colore primitivo.Il Crisoprasio semitrasperente,che è la qualità Top Gem,viene tagliato dai lapidari Tedeschi con il taglio Fridericiano che consiste in una serie di faccette lungo lo spigolo di una grande tavola  NelloZimbabwe a Motoroshanga venne trovato nel 1958 del Cromo-Calcedonio di colore Verde intenso,Verde spinacio e denominato Mtorolite.Il Crisoprasio di qualità gemmifera proviene dall’Australia e dal Brasile.

Altre varietà di Calcedonio sono:

-la Corniola il cui colore Rosso carne è dovuto all’Ossido di Ferro(Ematite)che nella qualità gemifera proviene dall’India, dall’Uruguay e dal Brasile.

-la Sarda il cui colore Bruno è dovuto a composti di Ferro di tipo Limonitico che nella qualità gemmifera proviene dall’India e dal Madagascar.

-il Plasma il cui colore Verde è dovuto ad inclusioni finissime ed abbondanti di Silicati idrati di Ferro(Pirosseni e Cloriti asbestiformi)od a terra argillosa Verde detta Celadonite che nella qualità gemmifera proviene dall’India e dal Madagascar.

 

-l’Eliotropio il cui colore è dovuto agli stessi agenti coloranti delPlasma per la parte Verde mentre le macchie Rosse sono di Lepidocrocite che nella qualità gemmifera proviene dall’Australia,dallaCina,dall’India,dall’Uruguay e dal Brasile.

 

-il Calcedonio Blu il cui colore è dovuto ad inclusioni finissime e minute diffuse di Crisocolla un silicato del Rame per il minerale gemmifero di provenienza Usa, mentre quello di provenienza Transbaikalia (Russia) a pseudomorfismi di Fluorite Azzurra di colore simile allo smalto.

 

-il Calcedonio Rosa e Violetto sono varietà rarissime tanto che sono pochissimi gli autori che li descrivono e provengono dalle miniere di Rame dell’Arizona(Usa).

 

-il Calcedonio Azzurro detto anche Calcedonia è Calcedonio comune che il colore Azzurro cenerino,Bianco,Grigiastro, semitrasparente lo fa assomigliare all’Adularia ma senza il caratteristico riflesso Bluastro o Grigio e nella qualità gemmifera proviene dalla Namibia e dal Sud Africa.

 

-il Calcedonio Enidro è Calcedonio Grigio di forma ovulare dove all’interno contiene un liquido con bolla che assomiglia ad una livella.

 

-l’Agata Iris mostra i colori dell’iride Blu, Verde e Rosso per il fenomeno della diffrazione della luce quando questa attraversa le sottili bande d’accrescimento botrioidali presenti nella gemma mentre l’Agata di Fuoco mostra il gioco dei colori dell’Iride su colore di base Bruno per la diffrazione della luce quando questa attraversa le sottili lamine di ossido di Ferro(Ematite) che si trovano nel punto più basso della gemma la quale si ricava lucidando dei noduli color cioccolata;si rammenta  che questa gemme sono rare e non si conosce la provenienza,si presume il Brasile.

La Corniola naturale in luce trasmessa mostra colorazione zonata ma daicontorni sfumati e confusi mentre quella tinta essendo in origine Agatamostra colorazione zonata dai contorni decisi pertanto in luce trasmessamostrerà colorazione zonata dai contorni decisi.

L’Agata è il Calcedoniozonato a bande curve di vari colori mentre quello zonato a bande rettilinee  è detto Onice. Questa struttura zonata è dovuta agli intervalli dicristallizzazione che si formarono contemporaneamente alla solidificazione della roccia madre e pertanto a partire dall’esterno del nodulo verso l’interno in configurazioni le più disparate tanto che nel commercio si distinguono in:

Agata Occhio quando mostra cerchi concentrici Agata Nastrata quando mostra zone di colore più o meno parallele Agata Fortezza quando mostra configurazione somigliante per toni e disegni ai bastioni Agata Paesina quando mostra configurazione somigliante per toni di colore e segni ad un paesaggio Agata Nuvola quando mostra configurazione simile a nuvole torbide Agata Tubolare quando è attraversata da tubicini probabilmente dovuti a minerali filamentosi Agata Brecciata quando mostra pezzettini di Calcedonio cementati fra loro da Quarzo che a volte riempe di cristallini gli interstizi più grandie tanti altri nomi che il commercio si è sbizzarito a formulare a seconda della configurazione.


Conchiglia

Conchiglia

 

CONCHIGLIA

Etimologia    Dal Latino Conchylium attraverso il Greco Konckylion=Murice,nome comune dimolluschi Muricidi caratterizzati da un’appendice boccale della quale si servono per attaccare altrimolluschi. Molluschi impiegati dai Fenici perla Porpora.

Composizione chimica: Calcite+Aragonite+Conchiolina+Acqua

CaCO 3 +C 32 H 48 N 2 O 11 +H 2 ODurezza       3,5

Peso Specifico: 2,7-2,89usuale2,86      2,89-2,95 Madreperla         2,7-2,76 Opercolo

Classificazione:  Sostanza organogena naturale

Morfologia:    Struttura irregolare di microcristalli fibrosi stratificati

Colore della Polvere: Bianca

Sfaldatura:    Nessuna

Frattura:      Da Irregolare a Scheggiosa

Tenacità:      Buona

Genesi:       Organica

Giacitura:     Fondali Marini

Note per l’Analisi

Materiale organico impiegato per la lavorazione a cammeo dagli artigiani di Torre del Greco famosi per la lavorazione del Corallo i quali sfruttano i vari strati di madreperla con le diverse colorazioni per l’esecuzione del cammeo. Idonee alla lavorazione a cammeo sono le conchiglie CYPRACA TYGRIS, CASSIS RUFA e STROMBUS,inoltre come ornamento viene impiegato il coperchio della TURBO PETOLATUS ed é denominato Opercolo.

Trattamenti

Alcune conchiglie vengono frequentemente colorate in modo da disporre di una  gamma più ampia di colori in commercio.Il trattamento si scopre al microscopio in quanto si vede il colore confinato nelle microfessure e per colori inesistenti in natura.Il trattamento tende nel tempo a scolorire ed il cammeo così trattato dev’essere mantenuto lontano da solventi e fonti di calore intensi.

Pietre Naturali Simili

Corallo

all’esame microscopico esterno mostra struttura cellulare raggiata  secondo la sezione mentre la Conchiglia mostra struttura fibrosa irregolare stratificata;se le pietre sono  sciolte s’immergono nel Bromoformio diluito  a 2,7 il Corallo di densità 2,59 galleggerà mentre la Conchiglia densità 2,86 affonderà.

Calcedonio comune

all’ esame microscopico esterno mostra colorazione a bande e struttura massiva mentre la Conchiglia mostra struttura fibrosa irregolare stratificata;birifrangenza assente nel Calcedonio mentre é enorme nella Conchiglia 0,155 rilevabile ponendo un filtro Polaroid davanti all’ oculare del rifrattometro e ruotandolo di 90° dopo la prima lettura a distanza se le pietre sono sciolte s’immergono nel Bromoformio diluito a  2,7 il Calcedonio di densità 2,6 galleggerà mentre la Conchiglia di densità 2,86 affonderà.

Avorio

esame microscopico esterno secondo la sezione mostra tipica strutturaa spirale detto effetto tornitura e secondo la lunghezza venature diritte mentre la Conchiglia mostra struttura fibrosa irregolare stratificata; birifrangenza assente nell’Avorio mentre é enorme nella Conchiglia0,155 rilevabile ponendo un filtro Polaroid davanti all’oculare del rifrattometro e ruotandolo di 90° dopo la prima lettura a distanza;se le pietre sono sciolte s’immergono nel Bromoformio diluito a 2,7 l’Avorio di densità 2 galleggerà mentre la Conchiglia densità 2,86 affonderà.

Imitazioni  Sintetiche o Falsi

Le plastiche per lo più imitano la Madreperla;al tatto la Plastica è liscia,mentre la Madreperla é ruvida; all’ esame microscopico superficiale nella Plastica sono visibili bolle di gas,strie curve,faccette concave mentre la Madreperla mostra struttura fibrosa irregolare stratificata;al contatto con una punta calda la Plastica emana odore di canfora mentre la Madreperla non emana alcun odore;birifrangenza assente nella Plastica mentre é enorme nella Madreperla 0,155 rilevabile ponendo un filtro Polaroid davanti all’ oculare del rifrattometro e ruotandolo di 90° dopo la prima lettura a distanza;se le pietre sono sciolte s’immergono nel Bromoformio diluito a 2,7 la Plastica di densità 1,6 galleggerà,mentre la Madreperla di densità 2,86 affonderà.

Valore

Espresso per lo più dall’esecuzione artistica del cammeo che dal materiale di base.


Corallo

Corallo

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sabato 25 maggio 2013

*Pirolognito di ferro* - Monamour!!

Brrrrrrrr ma che freddo fà?"? Qui  a Milano ragazze si congela,  perfino i miei pelosi della Soffitta sono rintanati sotto le coperte ò plaid alla ricerca del tepore.. Un tempo da lupi è dire che siamo nel mese delle rose..
E di questi giorni freddi e piovosi io,  in compagnia della mia "tonsillite",  nei momenti di tregua dalla febbre,  mi sono ricordata che dovevo finire un esperimento.. Vi ricordate il post sul *pirolognito di ferro*?? 
NO? Lho ritrovate qua in questo post 

Questa era la scatola grezza che,  dopo l'esperimento con la tintura aceto di mele e paglietta di ferro,  ora è diventata cosi..
Beh qui ancora era sotto i bagni della tintura fino ad arrivare al colore piu scuro 

Man mano che si danno piu bagni il legno vi regala sempre delle belle tonalità dal rosso,  al grigio,  noce,  fino quasi al nero bruciato.. tutte colorazioni naturali del legno vivo a contatto con elementi naturali.

In occassione avevo anche una cornice, che prima del bagnetto, ho provveduto con un martello a dare dei rilievi sulla cornice

Le spaccature che vedete son fatte di proposito,  volevo ottenere una cornice usurata e vecchia..

Qui in fase di bagno nella tintura aceto..
I solchi creati con il martello con i bagni vari di aceto diventano sempre piu scuri


Questo il risulato finale!!
Raggiunto la tonalità piu scura che il legno della cornice potesse regalarmi, 
dopo una spazzolatura e cera bianca decorativa della Novecento,
 questo è il risultato.


Il colore è davvero vivo!!! A mio avviso nessun impregnante Vi regala questa tonalità  
naturale del legno!

Mentre con la scatola a vetro,  per colpa di mio amato Nerone ( peloso - gatto )  il vetro si è rotto! Dovevo trovare un'altra soluzione.. Quindi predendo le misure della vetrina mancante, ho tagliato un pannello in mdf , incollato alla bordatura della scatola, e
 con della stoffa in casa che avenzava ,
 ho stampato sopra la lettera del mio cognome.


Certo devo imparare a usare meglio il paint con i cm misurati in pollici
 proprio non me ne viene . ^_^


Insomma dopo vari tentativi con la colla  eccola qua nel suo splendore!!
Una bella scatola vecchiotta con il mio monogrammo!

La stampa è venuta benissimo sulla stoffa!  Peccato le misure.. vabbè per essere la prima volta posso dire che sono stata bravina!!!
Il ciondolo che vedete è uno dei miei gioielli fatti all'epoca della lavorazione sui metalli come rame, ottone.. Sicuramente, semmai..
Grazia di Magike mani,  ò  Cinzia Sul filo della fantasia, ò Martina di Kairos Gioielli ò Monica di Cà dei Duchi    ò Stefania di Iaia Bijioux ò Barbara di Fascinationstreet ò Marina di Ali di Libellula ò Jò di Jò in Wonderland
ò
Manuela di LA stregetta sbarluccicosa

ò Carmen di Bilibì è Alessia di Beads and Tricks
le mie maestre..dove ognuna ha una sua forma, un suo stile, un suo modo di..,  guarderanno questo post, vi sarà una tirata d'orecchie per aver accontonato,per il momento,  questa mia amata alternativa ai pennelli.!
La lavorazione dei metalli  ò meglio dire 
Art Metall: perchè di arte è arte modellare da nulla un semplice filo di ferro che non ha un senso per esprimersi in qualcosa di unico e irrepetibile.
Ma come si dice Prima ò puoi ritorno!!
Sto solo predendo appunti, studiando, sperimentando è tra pennello e martello faccio delle prove.. ma 
niente che sia al livello di queste grandi maestre..


Al momento con la scusa della rinnovamento della cucina sono ritornata ai miei vecchi pennelli.. è ogni giorno
 cè sempre una idea da fare, 
ò
da sbiancare,
 un'esperimento lasciato a metà,
 un mobile da restaurare.. Ma
 di alcuni attrezzi che mi mancano. 
mi han fatto fermare xpoter continuare a sperimentare e lavorare con i metalli.

Vuoi che ne dite continuo con i pennellli ??
^_^


Beh sicuramente questo mio viaggio,
 fatto di colori ed esperimenti chimici, in abbinamento al mondo home decor,   devo dire che mi danno molte soddisfazioni!!

Se vi state chiedendo chi è questa bella ragazzina sono io ahimè una ventina di anni fa.. che nostalgia!!
Un bacio Soffittane 
al prossimo esperimento.. lasciandovi un accenno..
Buona Domenica Ragazze e benvenute alle nuove Soffittane siete tutte a me care!

Posted by Piera Invia tramite email Postalo sul blog Condividi su Twitter Condividi su Facebook Condividi su Pinterest Labels: ACETO DI MELE, COLORANTI NATURALI PER LEGNO, ESPERIMENTI, TUTORIAL 27 commenti:
  1. livinginmyhome.blogspot.it 25 maggio 2013 21:20

    Belli questi tuoi progetti con aceto e paglietta!!!
    Mi piace molto la scatola con la stoffa stampata,potrei anche rubartela visto che abbiamo le stesse iniziali!!! Hihihi....Brava come sempre!!
    Un bacione. Piera

    Rispondi Elimina Risposte
    1. Piera 25 maggio 2013 21:57

      Grazie Piera! é vero hai ragione ma sai che non avevo fatto caso che oltre al nome abbiamo anche la lettera uguale del cognome..ahahahah se ti piace cosi tanto dimmelo ti mando un copia incolla del monogrammo B!
      bacio!!

      Elimina
    2. Rispondi
  2. Eugenia - My New Old Life 25 maggio 2013 21:29

    Sei il solito fenomeno che non si ferma mai, e che non si spaventa di fronte a nulla!! Bravissima! ANche dopo la rottura del vetro, ma chi ti ferma? E devo dire che alla fine è ancora più bella con la stampa!! Questo sì che è un recupero ottimale!!
    Buona domenica tesorino!! <3

    Rispondi Elimina Risposte
    1. Piera 25 maggio 2013 21:58

      Grazie Eugenia detto da te che sei la plus del riciclo sono convinta che ho fatto un buon lavoro con la vetrinetta!! ti abbraccio tesò!!

      Elimina
    2. Rispondi
  3. bilibina 25 maggio 2013 21:43

    Ciao Piera! Ma quanti esperimenti...non ti fermi mai!!
    Complimenti per la bellissima scatola col monogramma e la cornice "antichizzata...e per non parlare della foto!!
    Buona domenica
    Carmen

    Rispondi Elimina Risposte
    1. Piera 25 maggio 2013 22:00

      grazie Carmen! Sempre gentile con me..Baciotti a te e i tuoi pelosetti..i miei stanno sotto coperta ^_^

      Elimina
    2. Rispondi
  4. Elena Valentini 25 maggio 2013 22:26

    hai ragione Piera si ottengono sfumature fantastiche e ogni volta sempre diverse!!!
    Ottimo lavoro
    Elena

    Rispondi Elimina Risposte
    1. Piera 25 maggio 2013 22:30

      Una magia vero! Soddisfa molto anche mè questa tintura naturale! ciao Elena grazie della conferma e visita smackk grandeee!

      Elimina
    2. Rispondi
  5. Sabrina Ildebrando 25 maggio 2013 22:42

    Grande Piera anche ho provato questa tecnica è fenomenale il risultato molto soddisfacente!!
    Ora non vedo l'ora di vedere il nuovo progetto!!
    Un bacione e buon w.e. a presto!!
    Sabry!!

    Rispondi Elimina Risposte
    1. Piera 25 maggio 2013 23:59

      ciao Sabrina mi fà piacere che la tintura ti dia soddisfazione..aspetto di vedere allora!! baciotti grossi.

      Elimina
    2. Rispondi
  6. Grazia 25 maggio 2013 23:52

    ciao Piera, innanzitutto grazie per le belle parole e grazie per aver messo il mio nome li sull'olimpo del metallo. Il termine Art Metal o Metal Art mi piace moltissimo, ma esiste o l'hai coniato tu? E' grazie a persone come te che quello che faccio mi da tante, tante soddisfazioni:))
    Per il resto meraviglioso, sei una maga dei pennelli senti ma l'anticatura con l'aceto di mele, ma proprio quello per condire????
    Grandioso!!!

    Rispondi Elimina Risposte
    1. Piera 26 maggio 2013 00:03

      Ciao Carissima Grazia si è proprio l'aceto di mele che si mette nell'insalata!! E un prodotto naturale che a contatto con il ferro, in questo caso la paglietta di ferro quella arrotolota a triplo 000, fa reazione creando un prodotto talmente naturale che a contatto con il legno va a colorare i tannini..il legno reagisce e xdifesa tira fuori i suo colori naturale! Un metodo molto antico che si usava appunto per scurire il legno..ma ti dirò di piu..arrugginisce anche il ferro!! Chissà provando verrà fuori qualche patina per i metalli..un abbraccio grandeeeee!!

      Elimina
    2. Piera 28 maggio 2013 12:43

      Art Metall lho trovato in un libro in inglese sulla lavorazione appunto dei metalli da allora ne ho tratto la citazione! smack

      Elimina
    3. Rispondi
  7. Le chaton gris 26 maggio 2013 14:08

    Mi piace moltissimo la sfumatura che sei riuscita ad ottenere trattando il legno in questo modo... Dà un tocco di personalità e di calore alla materia!
    Saluti
    Liz

    Rispondi Elimina Risposte
    1. Piera 26 maggio 2013 21:25

      ciao Liz grazie della visita..è vero da un tocco molto personale e antico aggiungo..una bell atmosfera la sera con una candelina che illumina la cornice! un abbraccio.

      Elimina
    2. Rispondi
  8. handmadebygio 26 maggio 2013 19:29

    Che bella tecnica! la proverò di sicuro perchè mi piace molto l'effetto finale...molto naturale! I tuoi lavori sono sempre bellissimi!
    Baci
    Giovanna

    Rispondi Elimina Risposte
    1. Piera 26 maggio 2013 21:26

      grazie tesoro! prova vedrai ti innamorerai di questo intruglio..puzza un pò ma alla fine avrai un pezzo raro in casa tuo e solo tuo! ciao Giovanna baciotti.

      Elimina
    2. Rispondi
  9. Marina Spada 26 maggio 2013 19:41

    Ciao Piera,
    anche stavolta, complimenti!
    I tuoi post trasmettono sempre tanta energia e tutta la tua voglia di creare.
    Pennello o filo di ferro, è sempre bello ammirare i tuoi lavori.
    Un caro saluto,
    Marina

    Rispondi Elimina Risposte
    1. Piera 26 maggio 2013 21:27

      Marina grazie infinite mi dai sollievo..vuol dire che anche solo con un filo di ferro vi riesco a emozionarvi..un abbraccio!!

      Elimina
    2. Rispondi
  10. laura 27 maggio 2013 09:45

    davvero un effetto carino sul legno sicuramente da provare!

    Rispondi Elimina Risposte
    1. Piera 28 maggio 2013 18:29

      ciao LAura..grazie della visita..e ti invito a provarla! smack

      Elimina
    2. Rispondi
  11. Livi 27 maggio 2013 13:27

    Per queste tecniche non c'è nè per nessuno... come ho detto nel mio post se la regina...
    Bravissima come sempre... mi è piaciuto moltissimo il sasso dello scorso post!!!
    Tanti cari abbracci
    Livia

    Rispondi Elimina Risposte
    1. Piera 28 maggio 2013 18:30

      Come sempre molto simili tra noi..grazie della tua stima Xmè sempre imortante cara amica mia! Smackk

      Elimina
    2. Rispondi
  12. Dyl 28 maggio 2013 09:58

    Mi sono innamorata della scatola!!! Non ho ben capito cos'hai sbagliato ma secondo me è perfetta così! Mi Sto arrivando! Che devi dare un bel po' di crocchette al pelosoneXD! Un bacione<3

    Rispondi Elimina Risposte
    1. Piera 28 maggio 2013 18:32

      cia Ale..hai ragione il peloso detto Nerone è sempre alla ricerca di cibo..e fà i suoi dipetti xattirare l'attenzione! Il mio sbaglio è stato nella misurazione in pollice della stampante che ahimè non mi emtra in capoccia..Non riesco a distinguere la larghezza del foglio e stmparla a pieno ( non sò se mi hai capita )..per il resto è bella cosi comè nella sua rusticità! grazie Ale della tua presenza sempre in Soffitta ne sono contenta! smackkkk

      Elimina
    2. Rispondi
  13. °°valeria°° 29 maggio 2013 17:04

    cara Piera,
    la tinura con l'aceto mi mancava, o forse il mio nonno usava già qualcosa di simile, ma non mi ricordo come faceva...
    Devo proprio provare, ho giusta qualcosa di vecchiotto su qui sto lavorando

    l'idea poi di rifinirla con la stampa su tela del tuo monogrammo la rende graziosa ed elegante
    Mi incuriosisce l'Arte di lavorare i metalli, non ho mai provato questa tecnica, hai un idea semplice semplice da propormi?
    baci Valeria

    Rispondi Elimina
  14. francyafru73 23 gennaio 2015 09:39

    Cara Piera, come sempre sei la mia ancora di salvezza...ti abbraccio

    Rispondi Elimina
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Maglia Gioielli - Gemmologia collana a ferro di cavallo tiffany

Gemmologia

A


Ambra

Ambra

AMBRA

Etimologia:

Dall’Arabo Anbar attraverso il latino medievale Amber=Dorato, in riferimento all'usuale colore giallo.

Composizione: Succinite 79%, Carbonio 10,5%, + Ossigeno + idrogeno Solforato  C 10 H 16 O+H 2 S
Durezza: 2-2,5 Succinite Retinite Rumenite    1,5-2 Simetite     2,5-3 Birmite
Peso Specifico: 1,05-1,095 usuale
Classificazione: Sostanza vegetale fossilizzata allo stato amorfo
Morfologia: Struttura omogenea stratificata a forma di: Granuli, Sfere, Gocce, Grumi, Noduli, Lamine, Ciottoli
C.Polvere     Bianca
Sfaldatura   Assente
Frattura      Concoide
Tenacità     Fragile ma lavorabile,nel tempo mostra microfessure
Genesi        Organogena
Paragenesi    Gedanite
Giacitura: Succinite Blue-Ground, Marina
Indice di Rifrazione: Da 1,539 a 1,545  usuale 1,542
Carattere  Ottico: Assente perché amorfa, comune forte biassicità anomala di tensione rivelabile al polariscopio a filtri incrociati perchè mostra bande chiare
Birifrangenza Assente perchè amorfa
Trasparenza: Trasparente   Semitrasparente   Traslucido   Semitraslucido   Opaco
Lucentezza: Da Grassa a Resinosa nelle superfici noduli;
Da Resinosa a Subvitrea nelle facce lucidate delle pietre
Fluorescenza agli U.V.: Succinite lungabanda da forte a debole Bianco bluastra; corta banda debole Verde senape
Inclusioni: Succinite bolle sferiche di gas liquido, linee di scorrimento; Insetti; Pezzetti di Piante; Pirite; Fratture

Resina fossile proveniente da una pianta, la conifera Pinus succinifera attualmente estinta, che ne produceva in grandi quantità.

I giacimenti più noti sono quelli della penisola di Samland, sul Baltico, dove, sotto circa trenta metri di sabbia ci sono banchi di argilla che contengono l'ambra. Il suo colore spazia dal giallo chiaro e giallo oro, al rosso, azzurro, bianco, nero e verde. Si presenta a gocce o anche a blocchi. Galleggia nell'acqua salata perchè è molto leggera ed è facile trovare al suo interno insetti o frammenti di piante, bolle d'aria fossile. E' molto infiammabile e, se strofinata, attira piccoli pezzi di carta. I romani la chiamavano succinum, succo, E' infiammabile tanto che in Germania viene denominata Bernstein= Pietra che Brucia; inoltre quella di colore tenue nel tempo scurisce e si  fessura.

L’Ambra se sfregata con un panno si carica elettricamente attirando la polvere e piccole fibre ed a ciò deve il nome datole dai Greci “Elektron”, usualmente viene identificata per il suo peso specifico; ponendo la gemma in esame in una soluzione satura di sale da cucina (10 cucchiai rasi di sale in un bicchiere d’acqua) questa rimarrà in superficie mentre la maggior parte dei sostituti ed imitazioni affonderanno ad eccezione della Copale,della Gedanite e dell’Ambroide.

Trattamenti

Riscaldando lentamente per un tempo lungo (parecchi giorni) fino a 130°C in olio di Colza o a secco, occasionalmente dell’Ambra torbida questa schiarisce in modo stabile, lo si può scoprire  al microscopio in quanto si vedranno delle fessure generate dal riscaldamento che si manifestano per il luccichio; per l’Ambra così trattata si deve evitare il calore e la pressione. Riscaldando occasionalmente dell’Ambra debolmente colorata o opaca si ottiene in modo stabile Ambra di colore intenso (Invecchiamento) e quella opaca per presenza di bollicine e fratture migliora la trasparenza ed il trattamento non è identificabile.

Ambra può venir occasionalmente tinta con colori a volte forti ed a volte deboli in modo più o meno stabile a seconda della stabilità del colorante impiegato. Questo trattamento si può riconoscere attraverso l’esame microscopico perchè risulterà il colore confinato nella superficie o nelle fratture. L’Ambra così trattata deve rimanere lontana da fonti di luce forte.

Riscaldando a volte con olio di Ravizzone dell’Ambra, comunemente in modo stabile, si producono delle fessure discoidali (figure di tensione) che si colorano in modo vistoso tanto che sembrano pagliuzze d’oro; il trattamento s’identifica al microscopio in quanto le fratture arrivano fino alla superficie. All’Ambra così trattata si devono evitare il contatto con le fonti di calore e bruschi cambiamenti di pressione

Le varietà di Ambra di colore, Azzurro, Bleu, Verde, Verde intenso trasparente e Rosso traslucido secondo il GIA sono rarissime, ma l’Ambra oltre che per il colore viene suddivisa anche per il grado di trasparenza in: Limpida, Nebulosa, Grassa,Torbida, Fortemente Torbida, Bastarda, Schiumosa che risulta quest’ultima di colore Bianco gessoso simile all’Avorio.

L’Ambra può somigliare alla Gedanite, alla Copale,al Quarzo citrino, al Calcedonio, all’Ambroide e può essere imitata dalle Plastiche (Galalite, Bakelite, Celluloide, Amerdan, Bernat) e dalle Paste Vitree.

 

CENNI STORICI

Secondo certi punti di vista l'ambra è un interessante materiale gemmifero. Per esempio, si è creduto a lungo che avesse efficaci poteri come medicinale, soprattutto nell'alleviare i dolori dal gozzo. Forse questa credenza deriva dal fatto che l'ambra possiede insolite qualità elettriche.

Secondo antichi testi, l'ambra è stata usata dall'uomo sin dalle origini. I Greci credevano che fosse luce del sole solidificata, galleggiante sul mare e formatasi per distacco dal sole, al momento del tramonto quando l'astro sprofondava nell'acqua. Alcuni dei primissimi commerci intrapresi da varie civiltà coinvolgevano l'ambra. I fenici organizzarono alcuni dei loro primi viaggi per prendere l'ambra nel mar Baltico e lo stagno in Inghilterra.

Già ai tempi di Plinio la conifera la cui resina solidificandosi diventava Ambra era estinta e l'ambra ormai un prodotto fossile; tuttavia a conferma che essa nasceva liquida, egli aveva osservato che all'interno dei blocchi trasparenti spesso si trovavano piccoli insetti o erbe e fiori, evidentemente imprigionati nella goccioa viscosa quando era ancora allo stato fluido.

Antichissima l'ambra è e più volte menzionata nei poemi omerici come prezioso materiale per monili.

Erodoto pensava si trovasse nel Po e Plinio conferma il dato ricordando che il prezioso materiale era spesso presente negli ornamenti delle donne padane e che in quella zona se ne facesse uso per le affezioni alla gola e alle tonsille.

Già nell'antichità era il mar baltico la zona di provenienza dell'ambra: essa una volta caduta dagli alberi, grazie alla sua leggerezza avrebbe galleggiato sulle onde del mare dalla quale sarebbe stata raccolta.Materiale magico l'ambra ha la capacità di attrasse la cenere e la paglia e portata al collo era considerata uno straordinario amuleto per fanciulli, efficace per la cura delle febbri.Secondo gli autori cinquecenteschi avrebbe reso meno doloroso e più breve il parto,risolto i casi di avvelenamento e soprattutto avrebbe rivelato le menzogne femminili.

Simile al sole per colore e brillantezza, e per Plinio originata come secrezione dei raggi solari, l'ambra, secondo gli astrologi ricavava dall'astro la propria capacità terapeutica trasfenencone la forza vitale sugli esseri umani e la sua capacità di contrastare la vecchiaia.

 

L'ambra era così valutata dai romani che, secondo Plinio, una piccola figura intagliata in questo materiale "valeva più di uno schiavo sano". Durante un certo periodo le donne romane presero l'abitudine di tenere in mano un piccolo pezzo d'ambra per il delicato profumo balsamico che essa emana quando veniva riscaldata in questo modo.

Durante il XIII° secolo e oltre, l'ambra fu ampiamente usata per oggetti ornamentali e la lavorazione veniva effettuata soprattutto nell'Europa settentrionale dalle "corporazioni dei tornitori". Venivano fatte graziose scatole per cipria e bottigliette per profumi, spesso ricavate da un solo pezzo, e rifinite in filigrana d'oro o d'argento con pietre preziose. Anche l'epoca barocca influenzò l'arte dell'ambra; bizzarri portagioielli e scrigni - persino credenze con colonne, pareti e porte di differenti colori - risalgono a questo periodo. Altri preziosi oggetti in ambra erano cornici per specchi, calici e vasi intarsiati d'oro, argento o smalto. I musei di Berlino, Dresda e Mosca conservano splendidi esemplari antichi di artistici oggetti in ambra.

 

 


Ametista

Ametista

AMETISTA

Etimologia:
Il termine ametista deriva dal greco améthystos che significa "non ebbro".

Questa varietà di quarzo, che è la più conosciuta,varia per colore dal violetto al porpora rossastro ed ha spesso una tonalità tenue.

Particolarmente apprezzati sono i campioni dal colore intenso ed uniforme. Una distribuzione irregolare del colore soprattutto nei campioni più grandi è piuttosto comune. Le gemme più pregiate presentano una tinta che varia dal rosso purpureo intenso al rosso-porpora e sono conosciute in commercio mome ametiste degli Urali o siberiane.Questi nomi si ferivano in origine a località geografiche, ma ora sono universalmente accettati come riferimento ad una qualità più che ad una fonte.

Pietra abbastanza dura (7 scala Mohs) tende a schiarirsi al sole. Proviene soparattutto da giacimenti brasiliani e uruguayani.

CENNI STORICI
Il suo presunto potere di curare o prevenire ha origine da un antico mito greco il quale racconta che il Dio Bacco, offeso per qualche negligenza della dea Diana, decise di vendicarsi dichiarando che la prima persona che avesse incontrato sarebbe stata divorata dalle tigri. La bella vergine Ametista attraversò il suo cammino, una bellissima giovane fancuilla che andava a pagare il suo tributo alla dea Diana. Come le bestie le saltarono addosso, ella invocò la dea Diana. Diana trasformò ametista in una statua di quarzo puro e cristallino per proteggerla dagli artigli feroci. Dopo aver visto ciò, Bacco si pentì e versò il succo dell'uva sul corpo pietrificato conferendogli così la sua splendida tinta porpora. A causa della connessione con il dio Bacco, si è creduto a lungo che il vino bevuto da una coppa di ametista proteggesse il bevitore dal perdere il buon senso durante i banchetti.

Poichè fu una delle prime pietre preziose ad essere usata dall'uomo, molte altre leggende erano state ad esse associate. I nostri antenati credevano che sveltisse l'intelligenza e che quindi rendesse colui che la portasse astuto negli affari, che proteggesse il soldato e gli conferisse la vittoria, che aiutasse i cacciatori, proteggesse contro le malattie contagiose e controllasse i cattivi pensieri. Caterina la grande apprezzava molto l'ametista ed inviò migliaia di uomini nelle miniere degli Urali alla ricerca di questa gemma. Le sue grandi collezioni di smeraldi e ametiste furono vendute dal governo russo attorno al 1906, benchè molti bei campioni di quest'ultime facciano ancora parte del tesoro sovietico. Un certo numero di belle ametiste si trova nelle insegne della corona inglese. Il globo, una sfera di tredici centimetri di diametro, che rappresenta il dominio della religione cristiana sul mondo, contiene un'ametista splendidamente colorata.





Ammonite

Ammonite

 

AMMONITE

Etimologia:

Dal nome del Dio Egizio Ammon, per la forma a spirale della conchiglia che somiglia molto a quella del simbolo  del Dio, un corno ritorto.

Le Ammoniti sono molluschi cefalopodi estintisi alla fine del mesozoico. Dominatrici dei mari per più di duecento milioni di anni, si estinsero su tutta la terra contemporaneamente ai Dinosauri. La conchiglia, unica parte che conosciamo, è formata da un tubo conico, generalmente avvolto a spirale e suddiviso in camere per mezzo di setti. La linea di contatto tra il setto e la parete del guscio è chiamata sutura. Le suture sono evidenti sul modello interno e costituiscono una delle caratteristiche principali per la determinazione delle Ammoniti. L'Ornamentazione è data da costa radianti a volte flessuose, da nodi, tubercoli, solchi e carene. Le ammoniti venivano chiamate Pietre di Ammone per la rassomiglianza con le corna di Ammone, dio egizio della vita e della fertilità, ed erano apprezzate dagli antichi per la loro bellezza geometrica. Solo nel XVIII secolo furono riconosciute come resti di antichi organismi.




Avorio

Avorio

AVORIO

Etimologia:

Dal Latino Ebur attraverso il Latino tardo Eboreus=Osso di elefante

Gemma organogena, l'avorio è materiale organico derivato dalle zanne di elefante. Per combattere lo sterminio degli elefanti, attualmente è vietata  l'esportazione di avorio dall'Africa e l'importazione in Italia. Il materiale oggi in commercio proviene da zanne di mammouth. Il colore è il bianco crema e la sua tenerezza  ne consente qualsiasi utilizzo. In passato è stato impiegato per le stecche dei ventagli, i tasti dei pianoforti e le palle da biliardo.

Note per  l’Analisi

Sostanza organica d’origine animale in quanto ricavata dalle zanne degli elefanti Africani ed Indiani che, al contatto con una goccia di acido cloridrico produce effervescenza ed appena levigato mostra aspetto morbido traslucido tanto da sembrare essere stato immerso nell’olio e difficilmente si vedono le linee curve caratteristiche. L’Avorio del Gabon è apprezzato per la caratteristica colorazione Bionda e per la sua translucenza; quello Tanzaniano è considerato quello di qualità migliore ed è denominato Avorio Verde; quello del Sud Africa mostra una morbida colorazione a volte Giallastra raramente Bianca; mentre quello dell’Angola mostra lucentezza quasi vetrosa ed è denominato Avorio duro. Visto il pericolo incombente d’estinzione venne siglata nel 1973 una Convenzione di salvaguardia degli elefanti  da parte di 112 Paesi con la quale si proibì il commercio dell’Avorio di zanna e pertanto s’incrementò  quello vegetale. L’Avorio può somigliare all’Avorio vegetale (Corozo), all’Osso, all’Opale Bianco, al Corallo Bianco, al Calcedonio Bianco e può essere imitato dall'Avorio artificiale, dalla Porcellana, dal Vetro e dalle Plastiche.

Trattamenti

Avorio con colorazione non uniforme viene comunemente sbiancato in modo stabile sottoponendolo ad un bagno di Acqua Ossigenata o Candeggina.Il trattamento è pressochè impossibile si possa riconoscere ed il materiale così trattato non necessita di alcuna precauzione.

Avorio appena lavorato (Giovane) viene comunemente invecchiato (Ingiallimento) in modo stabile con leggero riscaldamento, oppure applicando dell’olio sulla superficie e successiva esposizione al sole .Il trattamento è pressochè impossibile si possa riconoscere ed il materiale  così trattato non necessita di alcuna precauzione. Di questo trattamento sono maestri insuperati i Giapponesi.

L’Avorio a volte per necessità decorative viene tinto e pitturato in una vasta gamma di colori con coloranti naturali e sintetici in modo stabile. Il riconoscimento del trattamento di colori innaturali dell